Sicurezza
«Ho dato tutti i documenti alla Finanza, sono sereno»
PISA. «Una sorpresa, pensavo di aver chiuso finalmente con la Misericordia». Commenta così Dino Dringoli l’arrivo della finanza a casa sua ieri mattina. L’ex direttore, in carica dal gennaio del 1996...
PISA. «Una sorpresa, pensavo di aver chiuso finalmente con la Misericordia». Commenta così Dino Dringoli l’arrivo della finanza a casa sua ieri mattina. L’ex direttore, in carica dal gennaio del 1996 al maggio del 2011, quando era stato licenziato (l’accusa sarebbe stata di “mala gestio”), aveva impugnato il provvedimento e nel novembre del 2012 il giudice gli aveva dato ragione. Il licenziamento era stato ritirato dalla Confraternita con una lettera di scuse, ma l’ex direttore aveva preferito tagliare i ponti con un passato in cui sembrava essere l’unico responsabile dei problemi esistenti da tempo in associazione e si era dimesso. Ora fra le indagini della procura c’è anche la sua liquidazione, 120mila euro, annoverata fra quelle che vengono definite «spese esorbitanti fra gli oneri straordinari».
«Era una cosa che ci si poteva anche aspettare – aggiunge Dringoli – e in ogni caso io ho consegnato tutta la documentazione che avevo alla guardia di finanza. La perquisizione è durata un paio d’ore. Sono dispiaciuto ma sereno».
Non ha nascosto invece la sua preoccupazione il presidente regionale e vicepresidente nazionale delle Misericordie, l’avvocato Alberto Corsinovi, che ieri sera è arrivato a Pisa a portare la sua solidarietà a tutti i componenti della Venerabile pisana, «dal governatore - ci ha tenuto a sottolineare - all’ultimo volontario».
«Cosa ci aspettiamo? – ha aggiunto - Che finalmente sia fatta piena luce, ed io confido molto nel lavoro della magistratura. C’è molta preoccupazione perché l’indagine potrebbe entrare in conflitto con le attività necessarie al mantenimento dei servizi in un momento di grande difficoltà. Abbiamo preso contatti con il cda in modo che abbiano la serenità necessaria ad operare per il bene della Misericordia. Mi auguro che l’indagine faccia piena luce e concluda con l’estraneità dei componenti, a cui va la mia vicinanza. Solo così si potrà continuare il servizio senza opacità e zone d’ombra. Non ho mai nascosto che, se avessi accertato aspetti non chiari, non avrei esitato a rivolgermi all’autorità giudiziaria. Un nuovo commissariamento? Spero proprio di no».
Nel pomeriggio è intervenuto anche il governatore Luigi Marchetti garantendo «la piena disponibilità di tutto il magistrato (una sorta di consiglio di amministrazione dell'arciconfraternita, ndr) a collaborare con l'autorità giudiziaria nell'accertamento della verità».
«La Misericordia - conclude Marchetti - si riserva sin da ora la facoltà di costituirsi parte civile nel procedimento penale che potrà eventualmente scaturire dall'attività in corso».
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