Sicurezza
Nessuna traccia di sangue sul Fiorino e nelle due auto
Esito negativo dopo i controlli con il luminol effettuati dai carabinieri del Ris Le macchine sono state riconsegnate subito al padre di Logli e a Sara Calzolaio
PISA. Nessuna traccia di sangue è stata rinvenuta nelle due auto e all’interno del Fiorino sequestrati nei giorni scorsi dalla Procura per sottoporli all’esame dei carabinieri del Ris di Roma. Non c’è stata la svolta attesa dagli inquirenti dopo l’ultima testimonianza di una collega di Antonio Logli, accusato dell’omicidio e dell’occultamento del cadavere della moglie, Roberta Ragusa. La donna sosteneva di aver visto due fazzoletti sporchi di sangue nel furgone utilizzato da Antonio nella sua attività di elettricista della Geste.
Mezzi “puliti”. Intorno alle 16 si è concluso il controllo del Fiorino in uso fino al novembre 2011 a Logli. Dopo poco i tre del Ris sono tornati nella capitale. È stato l’ultimo mezzo setacciato dai militari del reparto investigativo scientifico dopo la Mercedes Classe C 220 grigia di Valdemaro Logli, padre di Antonio e la Ford Fiesta amaranto di Sara Calzolaio, l’attuale compagna del marito dell’imprenditrice scomparsala notte tra il 13 e il 14 gennaio 2012.
I controlli. La trasferta pisana dei tre carabinieri del Ris, tra cui un maggiore, è durata poco più di 5 ore. Intorno alle 11,30 il Mitsubishi Pajero degli investigatori scientifici è entrato nell’autocarrozzeria Grande nella zona industriale di Gello a Pontedera. Prima dell’arrivo di operatori tv, fotografi e giornalisti, i carabinieri hanno accolto Sara Calzolaio, Valdemaro Logli e i legali, tra cui Roberto Cavani che dal febbraio 2012 assiste Antonio Logli. Valdemaro e Sara erano stati iscritti sul registro degli indagati con l’ipotesi di reato di favoreggiamento per consentire alla Procura il sequestro dei mezzi e dare loro la possibilità di nominare un difensore di fiducia. La prima auto a finire sotto il tendone allestito dai militari per lavorare al buio con il luminol è stata quella di Valdemaro. La Mercedes Classe C 220 grigia è stata ispezionata nell’abitacolo e tra i sedili. Poi si è passati al luminol, il composto chimico che fa emergere anche le più microscopiche particelle di sangue a distanza di tempo e nonostante gli eventuali lavaggi. Dopo aver accertato l’inesistenza di elementi utili alle indagini, i carabinieri hanno riconsegnato la Mercedes a Logli che è uscito da solo alle 13,08 a tutta velocità dall’autocarrozzeria. La seconda macchina passata al vaglio dei Ris, schierati in tuta bianca con cappuccio, guanti blu e mascherina, è stata la Fiesta di Sara. Stessa procedura seguita per la Mercedes di Valdemaro e identico esito: nessuna traccia di sangue, né aloni o indizi sospetti. Seduta sul retro della sua auto, guidata da un uomo, Sara se ne è andata alle 14,30.
Il Fiorino. Il pezzo forte della giornata era il Fiorino della Geste. L’ultima teste sentita in Procura ha riferito di aver visto due fazzoletti macchiati di sangue sul furgone utilizzata da Logli che dal novembre 2011 era in magazzino perché in panne. Per la Procura, però, Antonio sapeva che il guasto al radiatore non era grave. Con una bottiglia d’acqua sarebbe stato in grado di rimettere in sesto il mezzo all’insaputa di Geste per trasportare il corpo della moglie in un luogo non ancora scoperto. Secondo l’accusa avrebbe usato il furgone consapevole del fatto che, considerato fuori uso, non lo avrebbero poi controllato in fase di indagine. Gli accertamenti tecnici avrebbero escluso la presenza di sangue sia sui sedili anteriori che sul pianale posizionato sul retro dove ci sono gli attrezzi da lavoro.
Verso la proroga. Era la prova regina che gli inquirenti attendevano per chiudere l’inchiesta su un caso che sabato avrà raggiunto la durata di diciotto mesi. Le indagini, comunque, non si fermano. L’8 agosto scadono i sei mesi di proroga dell’inchiesta che con ogni probabilità verranno rinnovati fino all’8 febbraio 2014. Senza fatti nuovi si va verso l’archiviazione.
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