Il Tirreno

Pisa

Anche la golena d’Arno diventerà porto

di Francesco Loi
Anche la golena d’Arno diventerà porto

L’assessore all’urbanistica: «Lavoriamo a un accordo con la Regione». Il progetto del nuovo Palacongressi all’aeroporto

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PISA. Un obiettivo alle porte: la cittadella aeroportuale, con il nuovo Palazzo dei Congressi (e non solo). Un altro assai ambizioso: far diventare la golena d’Arno un vero porto, un tutt’uno con Boccadarno per avere una struttura tra le più grandi d’Europa. Spunti di lavoro notevoli. Si capisce perché Ylenia Zambito parli di «impegno stimolante e nuovo» a proposito del suo incarico-bis da assessore. Il sindaco Filippeschi ha insistito a lungo per averla di nuovo nella sua squadra, nonostante propendesse ormai per altre strade. Sono le sfide che ora si trova davanti ad aver fatto la differenza.

Assessore Zambito, partiamo dalle prossime varianti urbanistiche, in vista ce ne sono di strategiche…

«Un primo obiettivo è l’approvazione definitiva del piano di recupero dell’area del Santa Chiara, secondo quelle che sono le indicazioni del progetto Chipperfield. La settimana scorsa si è tenuta una conferenza dei servizi convocata dalla Regione. Si procederà di pari passo con il completamento del trasferimento a Cisanello. Noi intanto, sotto il profilo urbanistico, mettiamo a posto ogni strumento».

Altro obiettivo?

«Abbiamo avviato la variante di piano strutturale, in accordo con la Regione, per la cittadella aeroportuale».

Un attimo, il tema merita un approfondimento…

«Mi riferisco soprattutto alla cittadella congressuale. La Sat ha già individuato l’area, proprio a fianco dello scalo. Il progetto è più ampio: con il nuovo Palazzo dei Congressi sono previsti spazi commerciali, strutture alberghiere, ulteriori parcheggi nella zona della stazione del People Mover. Allo studio anche una viabilità alternativa: la realizzazione della cittadella non dovrà incidere minimamente sulla vivibilità del quartiere di San Giusto».

Completiamo l’argomento varianti…

«In effetti non si può dimenticare, anzi, il piano per il litorale. Sarà una scheda apposita dentro il regolamento urbanistico. E’ importante approvarla: sarà l’atto di base per chiedere all’Unione Europea il finanziamento del Piuss del litorale nei fondi 2014-2020».

Lei è una “lettiana di ferro”: come vanno le questioni aperte con il governo?

«Per la delocalizzazione delle case di via Cariola e via Carrareccia confermo l’orientamento di fiducia dopo i recenti incontri a Roma. Deve essere indicata la strada burocratica da seguire, ma c’è l'impegno del governo. Una bella novità rispetto ai silenzi, o peggio, del passato».

Per il progetto caserme, imperniato sull’idea di fare dello spazio della Bechi Luserna il nuovo terminal dei bus turistici, invece non si registrano passi avanti…

«Ci sono elementi oggettivi che non possiamo nascondere. Il primo è che forse l’interesse del ministero della Difesa di avere a Pisa una grande base nuova non è così pressante. Il secondo è che uno dei pilastri della permuta, per tenere in piedi l’intera operazione, è la costruzione di case private al posto dell’ex distretto militare: il mercato immobiliare però va piuttosto a rilento».

Quindi?

«Per noi il progetto rimane valido, ma è anche vero che non possiamo continuare a sbattere contro muri di gomma. Tradotto: è opportuno iniziare a pensare anche a un piano B. Ne riparleremo».

Tra le sue deleghe si legge: recupero e riuso del patrimonio edilizio. Serve una spiegazione…

«Già il piano strutturale del 1998 si era definito come un grande piano di recupero della città. A quella filosofia, basata sull’assenza di consumo di suolo, ci siamo sempre riferiti. Anche il piano strutturale dell’area pisana fissa l’obiettivo volumi zero. La delega conferma questo approccio culturale e lo specifica anche nei riguardi della Erp».

A proposito di edilizia residenziale pubblica: facciamo un punto sui cantieri, è un piano da 60 milioni di euro…

«A settembre consegneremo 41 alloggi in via Consani, a Porta a Lucca. Invece ci sono problemi per le 43 abitazioni del Cep, quelle al posto degli impianti sportivi: il fallimento della ditta ha provocato ritardi inaspettati. Il vantaggio è che il blocco è intervenuto quando era stato realizzato il 95% dei lavori, ma devono essere completati ed è difficile fare previsioni. Sempre al Cep procede la costruzione di due fabbricati da 27 alloggi. Bene anche il cantiere per 20 abitazioni a Calambrone. Entro fine anno contiamo poi di avviare i lavori in via Pietrasantina».

La situazione del nuovo villaggio a Sant’Ermete?

«Lavori in corso per il fabbricato volano dell’operazione Sant’Ermete: sono 48 appartamenti. Il progetto per il nuovo villaggio sarà poi presentato in consiglio comunale entro l’anno».

Scorrendo le deleghe, una novità è quella dei rapporti con il Parco di San Rossore: perché questa scelta?

«Il Parco costituisce oltre il 70% dell’intero territorio. E’ importante quindi un continuo rapporto tra i due enti finalizzato ad uno sviluppo armonico».

Cosa c’è in ballo con il Parco?

«Una delle sfide principali sarà la ridefinizione della golena d’Arno, oltre che del piano della mobilità del litorale».

La questione della golena d’Arno è un caso da molti anni: qual è l’idea?

«Più che un’idea, un obiettivo che vale la consiliatura. Se riuscissimo a trasformare la golena da semplice approdo a porto turistico, avremmo il porto più grande d'Europa, a partire dalla nuova struttura di Boccadarno. Di fatto lo è già, considerata la stima di 2.500 imbarcazioni che utilizzano la golena. Ma avere il riconoscimento regionale e nazionale sarebbe un altro conto: spingerebbe gli operatori ad investire per migliorare servizi e strutture. Il tutto senza aumentare i volumi esistenti».

E quale sarebbe il primo passaggio necessario?

«Al piano di gestione del Parco occorre affiancare una scheda ad hoc per la golena, con la quale, tra l’altro, regolarizzare le concessioni per gli operatori determinandone la durata. Accanto dobbiamo arrivare a definire un accordo di programma, con la Regione capofila».

Sul piano della mobilità del litorale cosa possiamo dire?

«Che bisogna modificare il piano strutturale del Parco. Non succede da anni, ma è necessario per introdurre un nuovo mezzo di trasporto pubblico, tipo tram o altro, da abbinare ad un sistema di tre parcheggi scambiatori a Marina, Tirrenia e Calambrone. Il trasporto pubblico, ben organizzato, è la risposta più efficace al gran traffico dei giorni festivi durante la stagione balneare».

Ultimo aspetto: il piano strutturale di area pisana, piattaforma del maxi-comune da 200mila abitanti. Se ne parla da tempo, ma il salto non sembra arrivare…

«Credo sia una grande opportunità, a cominciare dai comuni più piccoli. Diventare un’area con certi numeri significherebbe poter competere con Firenze in regione. Leggo dai giornali di dubbi da parte di qualcuno. Dobbiamo chiederci: ci crediamo o no? Io sì. Però dobbiamo decidere cosa fare: nel 2014 o si procede o si cambia».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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