Il dolore
Sesta Porta, si accelera: varo a fine anno
Entra nella fase finale la costruzione del nuovo centro per la mobilità, ma resta il contenzioso con l’Istituto di Vulcanologia
PISA. Si comincia a vedere la Sesta Porta. In poche parole, la cittadella della mobilità pisana. Un grande edificio dove troveranno sede la polizia municipale e la Pisamo, che lasceranno i vicini locali di via Battisti. Inoltre la Ctt (ex Cpt) vi sposterà gli uffici che ora sono in piazza Sant’Antonio. E poi arriveranno la Sepi e (forse) l’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia.
Sopralluogo ieri nel cantiere per verificare lo stato di avanzamento dei lavori. Un’iniziativa promossa nell’ambito del convegno Green City Energy tenuto alla Camera di Commercio. A far da guida l’amministratore unico di Pisamo, Alessandro Fiorindi, e l’architetto Cesare Valle (Studio Valle Roma).
Subito i numeri essenziali: le strutture del grande edificio sono al 65% di realizzazione. Il termine dei lavori è previsto nel prossimo dicembre, seguiranno i collaudi. Il progetto complessivo, dal costo di 18 milioni di euro, si attua su una superficie di 15mila mq.
Per comprendere il significato di questo centro della mobilità, occorre specificare il contesto nel quale viene ad inserirsi. Ovvero a fianco di quello che sarà il nuovo capolinea dei pullman extraurbani che lascerà l’attuale collocazione di via Pellico; accanto al parcheggio auto (proprietà Ferrovie, gestione Metropark) che sarà ingrandito; e nei pressi del binario 14 della stazione ferroviaria, quello che sarà dedicato al People Mover, la navetta per l’aeroporto. Nei paraggi, ma più a ridosso di piazza Vittorio Emanuele II, anche la futura partenza della filovia stazione-ospedale- quartiere Cisanello. «Un tutt’uno - dice Fiorindi - imperniato sui nuovi collegamenti».
Oltre agli enti, l’edificio polifunzionale è a disposizione anche per i privati. Si apre infatti con una sorta di piazza commerciale, con fondi di varia grandezza (da 50 a 300 mq): dovrebbe essere una parte essenziale per il sostegno economico dell’operazione, qualcosa si muove, «ma il mercato immobiliare non è nella sua fase migliore», si ammette a Pisamo.
Un altro punto interrogativo resta quello legato all’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia: c’è un regolare contratto firmato da 9 milioni di euro. Poi però c’è stato uno stop, il timore di una marcia indietro. Da Roma non sono giunti altri segnali. «Noi andiamo avanti - dice Fiorindi - come da progetto allegato al contratto d’acquisto». Sperando sempre di non dover ricorrere alle vie legali.
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