La manifestazione
Misericordia, Greco conferma il piano
L’imprenditore: la mia proposta per salvare i posti di lavoro rimane in piedi, è falso che non abbia incontrato il governatore
PISA. «Stupore e rabbia. Sono questi i sentimenti che ho provato nel sentir dire che non c'à mai stato alcun incontro con il governatore della Misericordia». Lo dice Aldo Greco, l'imprenditore disposto ad un'operazione di salvataggio per la venerabile arciconfraternita pisana che vanta sette secoli di storia e che sta naufragando sotto il peso di undici milioni di debiti.
«Una decina di giorni fa il governatore ha ricevuto sia me - dice Greco - che Fabio Armani (presidente di Farmacie comunali Spa, interlocutore dell'operazione) e cortesemente. Ci ha illustrato, dati alla mano, la situazione debitoria, i prestiti, l'entità del lavoro, anche perché bisogna capire come distribuire il debito. L'uscita infelice di questi giorni non la capisco e sinceramente mi ha fatto arrabbiare, ma, siccome ho una parola sola, resto accanto ad Armani e, se ci sono le condizioni per trattare vado avanti, altrimenti ci ritiriamo in buon ordine. Basta semplicemente dire con chiarezza che i progetti sono diversi. Tanto per rispondere a tutte le illazioni sorte e di cui non ne posso più, non sono Babbo Natale e non faccio beneficenza; la proposta che ho fatto per la Misericordia avrebbe riguardato la parte operativa e il personale, mentre le attività che ovviamente non possono essere demandate resterebbero all'associazione di volontariato. Si chiedono tutti come faccio ad avere undici milioni da mettere sul tavolo? Ma non li ho e mi chiedo chi oggi ce li abbia, la proposta che abbiamo fatto cercava di capire come dividere i debiti, quali opportunità ci sono, se era possibile salvare l'istituzione, in che modo era possibile provare. E credo che sia possibile provare. Se poi si dice che non ci siano mai visti, mi piacerebbe sapere perché».
Il gruppo che fa capo ad Aldo Greco ha avuto un ruolo fondamentale nel salvataggio di Albanova e nel rilevamento del ramo pulizie di Copisa, di cui ha vinto anche la gara sui parcheggi, mentre gestisce servizi in Campo Darby, al porto di Livorno (settore mense) e sta aprendo su Pisa tre sedi di Burger King. «È chiaro che c'è ampia possibilità di riconversione del personale», conclude Greco.
«Non sono un visionario e non mi sono inventato nulla - ribatte Fabio Armani - né mi presento come un salvatore che ha promesso di sanare con risorse, voglio solo garantire i posti di lavoro, cosa che con questa iniziativa si può ampiamente fare». Ma cosa prevedeva l'accordo di cui si sarebbe parlato e per il quale sarebbe già stata presentata la loi, lettera d'intenti? Di rilevare l'immobile, sanare la vertenza in atto con i salesiani per il terreno, accollarsi i debiti con le banche rinegoziando i mutui, rateizzare il dovuto ai creditori privilegiati, accollarsi il tfr dei dipendenti, subentrare nei servizi in atto per Asl ed altri con le infrastrutture esistenti, garantire il posto di lavoro a tutti i dipendenti nelle società del gruppo Greco.
Intanto, mentre il presidente di Farmacie comunali Spa conferma che gli incontri ci sono stati con tutti, eccome, la Paim continua a negare di aver mai fatto parte della cordata per rilevare la confraternita e di aver incontrato Armani. «I contatti - dice Anna Battini - sono lontani nel tempo e sono sempre stati con la Misericordia, nell'intenzione di lavorare nei servizi recuperando il personale, come deve fare una coop sociale: mai pensato di comprare la Venerabile».
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