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La bandiera di Pisa tra Europa e Italia

La bandiera di Pisa tra Europa e Italia

Una cerimonia spettacolare con il corteo delle Regate, il galeone rosso e il lancio dei paracadutisti

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MARINA DI PISA. Dopo il taglio del nastro e l’apertura del porto, la cerimonia è proseguita con il corteo delle Repubblica Pisana con i suoi 80 figuranti che hanno consegnato la bandiera Europea. Il cavaliere Enzo Guidi, nostromo del Gruppo Associazione Marinai d’Italia di Pisa (per cinque anni imbarcato sulla Vespucci negli anni Cinquanta) ha prima fatto un nodo bandiera, mentre nella parte inferiore ha fatto un nodo parlato, quindi sul bozzello ha fatto scorrere la sagola per l’alzabandiera. E la banda dell’esercito ha intonato le bellissime note de “L’inno alla gioia” di Beethoven diventato l’inno europeo.

Poi, è stato l’equipaggio del galeone rosso ai remi della storica barca a consegnare la bandiera di Pisa. Infine, la bandiera della Marina iatliana è arrivata dal cielo portata dai paracadutisti. Sono atterrati facendo centro sul punto esatto stabilito il colonnello Bernardo Meccaraglia, i caporal maggiore Fabio Filippini e Massimo Agnellini, la sergente Annalisa Di Tecco. Il loro volo in cielo è stato bellissimo ed entusiasmante. Alle spalle del paracadute del colonnello Meccaraglia che volteggiava così leggero che sembrava fermo, mentre la velocità era di cinque metri al secondo, si è aperta una scia con i colori della bandiera italiana e il suo atterraggio è stato naturale come se stesse saltando da uno scalino. E così sono stati bravi tutti gli altri paracadutisti che hanno strappato un caloroso applauso.

Tutta la manifestazione è stata orchestrata e condotta da due bravissimi speaker, Andrea Buscemi e Stefano Bini, che hanno intervistato gli ospiti e hanno reso la cerimonia simpatica e godibile.

Tra i vari interventi, importante quello di Andrea Orlando, ministro dell’ambiente. «Penso che Pisa possa cogliere una sfida importante per recuperare il terreno perduto dall’Italia anche per colpa di una scelta fiscale sbagliata come la tassa di stazionamento delle barche che non ha prodotto gettito ma anzi ha fatto andare via dal nostro Paese molti diportisti. Il “decreto del fare - ha spiegato - ha infatti annullato il provvedimento per le piccole imbarcazioni e mi auguro che questo scalo possa rappresentare un’opportunità importante per il Paese per far rientrare queste persone in Italia». (g.p.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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