Il Tirreno

Pisa

Il porto cambia il volto di Marina entrano le barche e un’era finisce

di Giovanni Parlato
Il porto cambia il volto di Marina entrano le barche e un’era finisce

Il taglio del nastro del sindaco affiancato da tutte le altre autorità e alle spalle migliaia di persone Un’opera voluta da un pool di imprenditori privati con enti e istituzioni sempre al fianco

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MARINA DI PISA. Il taglio del nastro del porto di Marina di Pisa è il sipario che si chiude su un’era e che ne apre una nuova. Dietro quel taglio di forbici con i due lembi tricolore che si dividono, fanno il loro ingresso le autorità sorridenti e con gli occhiali da sole, composti nel loro passo verso il centro del molo est, mentre alle loro spalle il popolo marinese bello e con la curiosità stampata in faccia avrebbe voluto camminare più in fretta: la gente ha atteso quarant’anni di inutili discorsi prima e poi - finalmente - quando un pool di imprenditori locali ha deciso che si sarebbe fatto, nel giro di tre anni dalla posa della prima pietra, ecco che il porto è fatto. Ma per i marinesi, sono stati tre anni lunghissimi: una rete coperta da un telo circondava il cantiere oscurando i lavori, si sentivano i rumori delle benne, il cingolato delle ruspe, si vedeva la polvere alzata dai camion, ma cosa ci fosse dietro quella rete si poteva solo immaginare.

Ed ora, dietro quel nastro tagliato e quel passo cadenzato delle autorità dietro il gonfalone di Pisa, c’erano loro, i marinesi che tanto hanno aspettato e avrebbero voluto andare di corsa. Perché è vero che attraccheranno gli armatori e i diportisti, ma il porto sarà anche della gente, di chi con la canna vorrà andare a pescare, di una passeggiata sul molo nord che guarda al parco e alle Apuane, dei giovani che qui si daranno appuntamento. E il porto, ieri, nel suo giorno d’inaugurazione è stato questo mix fra autorità e gente comune. È stato un nuovo pezzo di Marina di Pisa che è nato là dove una volta c’era la ex Motofides, ridotta a un rudere. Un’era che si chiude - appunto - e una che si apre, ma con un ricordo indelebile sul selciato del molo dove sulla pietra sono stati intarsiati i versi della poesia “La Tenzone” di Gabriele D’Annunzio (“O Marina di Pisa, quando folgora il solleone! Le lodolette cantan su le pratora di San Rossore e le cicale cantano su i platani d'Arno a tenzone...).

L’inaugurazione aveva un suo protocollo e la programmazione è stata rispettata: c’erano il ministro Maria Chiara Carrozza e il ministro Andrea Orlando, l’ex ministro Altero Matteoli, il sindaco Marco Filippeschi e il presidente Andrea Pieroni, il prefetto Francesco Tagliente e tanti altri. Unica defezione Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana.

Ma c’erano anche loro, un po’ dietro le quinte, ma importanti per il loro contributo alla realizzazione del porto: l’onorevole Paolo Fontanelli perché nel suo mandato di sindaco di Pisa il progetto ha messo gambe, così come importanti sono stati gli ex assessori Dario Franchini, Giuseppe Sardu e Fabrizio Cerri. Senza dimenticare gli imprenditori che hanno creduto in questo sogno ed oggi non ci sono più: Mario Marianelli e Elio Panchetti che con emozione sono stati ricordati da Stefano Bottai, amministratore delegato della Boccadarno Porto di Pisa, la società che ha realizzato il porto. E a Bottai è andato l’applauso di tutti, delle autorità e della gente, quando Giovanni Sammarco, l’urbanista che ha progettato il porto, ha affermato: «Ringrazio Bottai per non avere tolto le mani dal timone».

E guidare il porto dal progetto sulla carta fino a controllare che ogni banchina fosse a posto, per Bottai non è stato facile. «Un’iniziativa imprenditoriale - ha detto Bottai - che ha incontrato difficoltà e ostacoli di non poco conto. Ma l’importante è che siano stati superati, un progetto ampiamente condiviso su cui si è indirizzata la volontà di enti e istituzioni».

Il porto, infatti, è nato grazie all’iniziativa di un gruppo di imprenditori e con capitale privato: il costo complessivo ha superato i cento milioni di euro di cui 17 sono stati spesi per la bonifica dell’area. Un’operazione complessa ed economicamente molto impegnativa che ha incrociato una profonda crisi internazionale, tuttavia ha però sempre avuto il sostegno pieno della Regione Toscana, del Comune e della Provincia di Pisa così come dell’Ente Parco in quanto nasce in un’area tutelata.

Dopo avere tagliato il nastro, il sindaco Marco Filippeschi si è soffermato su questi aspetti, sul lavoro dei dirigenti e degli uffici comunali, ma le sue parole sono andate oltre i ringraziamenti e sono state una boccata d’ossigeno e di speranza: «La realizzazione di questo porto nasce nel segno del coraggio, un’opera di interesse pubblico realizzato da privati, un porto bellissimo, uno dei più belli del Mediterraneo che mostra come si possono realizzare i progetti, costruire cose importanti, un porto che può dare molto alla nostra comunità e a tutto il Paese nel segno del cambiamento e della rinascita».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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