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Pisa

“Tuttomondo” vincolato come bene artistico

“Tuttomondo” vincolato come bene artistico

La Soprintendenza tutela l’opera di Haring simbolo dell’integrazione tra i popoli Il restauro del murale rientra nel recupero della piazza dedicata all’autore Usa

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PISA. “Tuttomondo” diventa intoccabile. Non che qualcuno avesse intenzione di alterare in qualche maniera il capolavoro di Keith Haring ma adesso è ufficiale: la Soprintendenza ha deciso di applicare all’opera il vincolo per i beni artistici. L’eccezionalità dell’annuncio risiede in primo luogo nel fatto che quella pisana è una delle poche opere di arte contemporanea che godono di tale tutela.

Tutta la storia di “Tuttomondo” (1989) è costellata di eventi unici, come racconta Julia Gruen, presidentessa della Fondazione Haring: «Keith venne convinto a venire a Pisa dopo l’incontro fortuito con due turisti per le strade di New York (uno era lo studente Piergiorgio Castellani, ndr), una volta arrivato rimase colpito dalla città tanto che ricordo le sue parole: “se esiste un angolo di Paradiso, quello è Pisa”. Ricordo l’emozione che provavo nel vederlo lavorare all’opera, mentre lui guardava al città e i cittadini guardavano lui». Il grande murale, occupa quasi duecento metri quadri di superficie, è l’ultima opera realizzata da Haring (morì l’anno successivo) ed è considerata da tutti il suo testamento artistico. Infatti “Tuttomondo” è un insieme di cittadini, trenta personaggi tutti diversi fra loro che si muovono in armonia, a significare il messaggio di integrazione e pace che l’artista voleva comunicare.

L’opera è stata anche citata dal neo premier Enrico Letta come esempio di cooperazione ed armonia fra tutte le diversità. Haring ha eseguito altre opere in Italia ma nel corso del tempo questo sono state o improvvidamente cancellate (a Roma nel 1992 e nel 2001) o destinate a fondazioni private. Questo fa dell’opera pisana l’unica in Italia che sia integra e fruibile al pubblico liberamente. Scrive la Soprintendenza: «Tuttomondo è un significativo esempio di arte neopop, l’ultima e più bella opera di Haring e l’unica di proprietà pubblica presente in Italia. La sua presenza rende il luogo ove è collocata un polo culturale di grande importanza». Il restauro del murale rientra in più generale piano di riqualificazione del quartiere, come commenta il sindaco Marco Filippeschi: «In un anno presentiamo un rinnovamento completo di questa opera d’arte straordinaria che si aggiunge al rifacimento della piazza che verrà intitolata proprio ad Haring. Il recupero della piazza, dove verrà attrezzata un’area gioco per bambini in tema con l’opera, si collega ai recuperi della Domus mazziniana e piazza Vittorio Emanuele. Questa opera deve essere un simbolo di Pisa che si collega ad altri poli culturali come Palazzo Blu e il centro di San Michele degli Scalzi di prossima apertura che potrà ospitare gli artisti che verranno qui per produrre, spero con la collaborazione della stessa Fondazione Haring». Fondamentale è stato il lavoro (durato più di un anno) del team di restauro guidato da Antonio Rava, il quale guiderà un altro restauro di un’altra opera di Haring a Sidney e finanziato da una collaborazione di comune, regione, Fondazione Haring e il gruppo filantropico Friends of Heritage di Los Angeles. Alba Macripò, dirigente della Soprintendenza chiude promettendo: «L’intervento di pulitura è solo il primo che verrà effettuato, sono previsti degli interventi periodici di manutenzione affinché l’opera rimanga intatta nel tempo».

Luna Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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