Il Tirreno

Pisa

La biblioteca universitaria riapre all’interno dell’hotel Nettuno

di Gianluca Campanella
La biblioteca universitaria riapre all’interno dell’hotel Nettuno

A cinquanta metri esatti dalla Sapienza chiusa un anno fa dopo il terremoto, ricavata una sala studio da novanta posti aperta a tutti i cittadini: funzionerà come punto di consultazione e prestito

2 MINUTI DI LETTURA





PISA. Lunedì la biblioteca della Sapienza rinasce a 50 metri dal palazzo chiuso esattamente un anno fa (era il 29 maggio del 2012): all’interno dell’hotel Nettuno – pensionato universitario del Dsu Toscana, azienda regionale per il diritto allo studio – è stata infatti ricavata una sala studio da 90 posti, aperta a tutti i cittadini e che sarà punto di consultazione e prestito.

La convenzione, prevista per 18 mesi, rimargina una ferita che al momento non si sa quando potrà essere chiusa: entro autunno si conosceranno i dati finali sulla perizia in corso al palazzo della Sapienza, chiuso per criticità strutturali. Certo non aiuta sapere che partirà in versione ridotta l’altra soluzione che avrebbe fatto il paio con il Nettuno: per le normative antincendio, al museo San Matteo potranno essere portati meno di 60mila volumi del patrimonio complessivo della biblioteca universitaria, pari ad almeno dieci volte tanto.

Intanto, però, qualcosa si muove: legittima pertanto la soddisfazione di Marco Moretti, presidente del Dsu, che parla di questo risultato come «esempio della collaborazione tra istituzioni in un momento di crisi». Anche se l’azienda non era tenuta a mettere a disposizione una propria struttura, Moretti ricorda che «la nostra finalità è promuovere la cittadinanza universitaria» e al Nettuno ci saranno anche iniziative culturali per studenti e pisani. Durante la presentazione di ieri Angela Marseglia, direttrice della Biblioteca, ha spiegato che il personale (tra 5 e 9 unità per turno) ha possibilità di accedere nell’edificio sgombrato due volte al giorno, seguendo tutti i protocolli di sicurezza: si cercherà di rendere veloce e agevole la consegna agli utenti dei testi richiesti, compresi quelli antichi; al Nettuno ci sarà anche una saletta “protetta” per guardare le cinquecentine e altro materiale prezioso. Il catalogo è solo online, per mancanza di spazio. Ma la sfida della digitalizzazione per il sindaco Marco Filippeschi è un’opportunità: «Pisa è fatta di libri che crescono in quantità, mentre gli spazi si esauriscono. Per questo il metodo seguito per la Sapienza consente una flessibilità che stiamo imparando; il Comune può fare da sponda per la programmazione e l’ottimizzazione del sistema e per il lancio della piccola industria del digitale».

Delocalizzata è già la biblioteca di giurisprudenza (sotto il ministero dell’Università), cinque volte più piccola di quella “universitaria” (sotto il ministero dei Beni culturali): entrambe erano all’interno della Sapienza; se i libri di quest’ultima sono ancora nel palazzo, gli altri sono stati spostati a Montacchiello (estrema periferia).

Secondo il rettore Massimo Augello questo dimostra quanto sia difficile trovare spazi idonei a Pisa: «Abbiamo invitato il ministro Bray a Pisa per continuare a sensibilizzare il governo sulla Sapienza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Lutto

Addio a Fabio Vantaggiato, direttore generale di Gesam Reti

di Redazione Lucca