Sicurezza
I ladri in casa del sindaco È la quarta volta che accade
Il primo cittadino era andato a teatro con la moglie e quando è tornato ha trovato le stanze sottosopra «Dopo le volte precedenti, non custodisco più valori. Potevano soltanto portare via tavoli e sedie»
CALCI. I ladri anche in casa del sindaco. Bruno Possenti si trovava fuori quando i malvivente hanno fatto irruzione nel suo appartamento, in via del Trebbietto, non lontano dal centro del paese.
È lo stesso primo cittadino a raccontare la brutta esperienza. «È la quarta volta che ricevo la visita degli indesiderati ospiti – dice – è successo l’altra sera, nell’occasione ero andato a teatro insieme a mia moglie Silvia». Ma la notizia è anche un’altra, così come ce la fornisce Possenti. «Sì, già in tre circostanze, in passato, erano venuti a rubare mettendo la mia abitazione sotto sopra. Avevano portato via un bel po’ di cose. Invece ora, dopo avere spaccato una finestra, sono entrati senza riuscire a fare un grosso bottino. Del resto – continua il sindaco – hanno trovato ben poco. Evidentemente non interessavano ai ladri il tavolo, le sedie, i piatti o roba del genere. È un fatto che io non custodisco in casa valori o oggetti importanti».
È suonata la sirena del sistema d’allarme, ma agli intrusi (pare che non si tratti di un solo individuo) non si sono scomposti più di tanto, prima di darsela a gambe hanno tentato di mettere a frutto il raid in corso d’opera: hanno aperto cassetti e sportelli dei mobili, ciò deve essere avvenuto in tutta fretta perché ha squillato il sistema di sicurezza tanto che si sono allertati alcuni vicini di casa. Nessuno è stato in grado di fornire notizie utili o magari cercare di bloccare i ladri. «L’intrusione sarebbe stata rilevata sul mio telefonino – è ancora Possenti che parla – però non avevo con me il cellulare». Per questo ennesimo episodio di microcriminalità, Possenti non fa un dramma. A parte il poker dei colpi a casa sua, c’è da registrare, nel tempo, la predilezione dei soliti ignoti nelle abitazioni dei sindaci calcesani. Avevano subito furti, fra l’altro clamorosi, già Rino Logli, in via Dante a San Piero alle Corti e Stefano Lazzerini, in piazza della Repubblica. Per la cronaca i ladri non praticano sconti a nessuno.
Non c’è categoria che sia esentata. Nel mirino, più spesso, le abitazioni di grosso pregio o quelle modeste, non si salvano circoli ricreativi, ristoranti, bar e negozi. Un’attenzione speciale per le auto ed i camion, in gran numero prendono il volo i motofurgoni. Ciò avviene nei feriali e nei festivi, a qualunque ora del giorno e della notte. Grande impressione, a proposito, ha suscitato sempre questa settimana, alle tre di notte, l’assalto a casa di Ivo Celandroni, pensionato che vive solo alla Gabella. Commenta Celandroni: «Si vede che ce l’hanno con me. Per due volte ero stato vittima della così detta banda dello specchietto. Da ora in poi, come ho informato i carabinieri, da vecchio cacciatore, tengo con me il fucile, pronto a sparare».
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
