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Pisa

Veronica Fichi, una rivelazione targata Arci

Veronica Fichi, una rivelazione targata Arci

Ex consigliere dell’associazione partigiani, ha 33 anni ed è risultata la seconda donna più votata

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PISA. Il suo profilo Facebook ha un nome che è tutto un programma: “Veronica Fichi occupypiddì”; e la città dichiarata come luogo di residenza è Mosca. Stiamo parlando di una delle rivelazioni di queste elezioni: Veronica Fichi, appunto, seconda donna più votata in assoluto, con 467 preferenze che la spediscono diritta in consiglio comunale. Fino a ieri per i più era una perfetta sconosciuta. In realtà, chi bazzica dalle parti della Leopolda da anni la vede in azione con i bimbi; mentre tutti all’Arci scattano metaforicamente sull’attenti quando passa, perché ne è una delle dirigenti più apprezzate. Infine è anche stata consigliere nazionale dell’Anpi, Associazione nazionale partigiani. Si tratta di una pensionata con tanto tempo a disposizione e tanti interessi “impegnati”? Non proprio: Fichi ha solo 33 anni e quando studiava Agraria in contemporanea combatteva per «la promozione dei diritti dell’infanzia sia in ambito scolastico che nei centri gioco; e mi sono occupata di formazione in situazioni di abbandono scolastico e orientamento al lavoro per diversamente abili».

Purtroppo o per fortuna tutto ciò ha un nome: “fare politica”; e per Veronica stare dalla parte dei deboli significa stare con il Pd. Così, dopo le politiche di febbraio e il caos dei 101 franchi tiratori che hanno affondato «quel galantuomo di Prodi» insieme alla credibilità del partito, Fichi è diventata barricadera: Occupy Pd è la sigla sotto cui i vari gruppi locali hanno contestato le scelte nazionali occupando i circoli del partito. Veronica ha ampliato la strategia: se vuoi cambiare le cose, fallo dall’interno. Detto, fatto: candidata, eletta e ora attesa alla prova dei fatti.

Dal 25 maggio è sparita: per lei il silenzio elettorale è una religione di facile applicazione. Niente interventi sui social network (ultimo sintomatico post: «unire i democratici e i grillini delusi») e telefono quasi sempre spento. Si dice solo «contenta» e ringrazia per la valanga di complimenti ricevuti. Se lo stile poco esibizionista finora ha premiato, visto che il successo non le ha dato la testa, c’è da scommettere che andrà lontano.

Gianluca Campanella

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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