Il Tirreno

Pisa

Le perplessità dei medici sulle sigarette elettroniche

di Antonio Saggese
Le perplessità dei medici sulle sigarette elettroniche

«Non dissuadono i fumatori dal vizio e possono accrescere la dipendenza» Ma il business è in crescita e si moltiplicano i punti vendita anche in città

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PISA. La sigaretta elettronica non risolve i problemi di salute e non dissuade i fumatori dal vizio. A dirlo sono la dottoressa Laura Carrozzi e il dottor Francesco Pistelli del centro antifumo dell’Azienda ospedaliera pisana (Cest), rispettivamente presidente e segretario della società italiana di medicina respiratoria, che hanno partecipato alla stesura di un documento, in collaborazione con l’Associazione italiana pneumologi ospedalieri, per informare sui possibili rischi derivanti dall’uso della sigaretta elettronica. Lo scopo del documento «è quello di definire in maniera sistematica il fenomeno dilagante della produzione, della vendita e della diffusione delle sigarette elettroniche e di informare i medici e gli specialisti della salute sulle possibili implicazioni sanitarie». Non proprio una bocciatura quindi ma sicuramente un invito a un uso più ponderato delle nuove sigarette. «Ad ora non possiamo parlare con certezza di rischi per la salute – spiega Carrozzi – ma è certo che la sigaretta elettronica non può essere assimilata alla tradizionale terapia con sostituti nicotinici come i cerotti, le pastiglie o gli inalatori. Inoltre esistono potenziali rischi di intossicazione e aggravamento della dipendenza da nicotina soprattutto in caso di doppio consumo».

E’ infatti frequente, specie tra i fumatori più accaniti, l’abitudine a utilizzare la sigaretta elettronica per ridurre il numero di sigarette giornaliere con la speranza di liberarsi dal vizio gradualmente. «Ho comprato la sigaretta elettronica per smettere di fumare – racconta uno studente universitario – ma il piacere della sigaretta, quella vera, dopo pranzo è un’altra cosa».

«L’uso della sigaretta elettronica deve essere valutato all’interno di un percorso medico assistito – si legge nel documento di Aipo e Sismer - e chiunque si accinga a usare la sigaretta elettronica deve essere messo a conoscenza dei suoi potenziali danni alla salute da personale sanitario qualificato». Proprio negli ultimi mesi si è assistito a un vero e proprio boom di rivenditori di sigarette elettroniche anche a Pisa e tante sono le persone che hanno sostituito l’amata “bionda” con le sigarette del terzo millennio. Ma i medici invitano alla cautela. «La sigaretta elettronica viene utilizzata per vari motivi e con diverse aspettative – spiega Pistelli - Può essere fumata ovunque (anche se aumentano i provvedimenti di divieto), è ritenuta non inquinante e innocua per l’assenza di processi di combustione e offre vantaggi “estetici” rispetto al tabacco perché non provoca l’ingiallimento delle dita e dei denti e non produce cattivi odori. Infine viene ritenuta un aiuto per liberarsi dalla dipendenza del fumo poiché permette di assumere per via inalatoria dosi di nicotina e allo stesso tempo di usufruire di sensazioni tattili e visive che simulano il fumo tradizionale. Allo stato delle conoscenze scientifiche però gli utilizzatori di sigarette elettroniche non possono essere sicuri delle caratteristiche qualitative del prodotto inalato».

I rivenditori invece ne garantiscono l’affidabilità. «Vendiamo solo liquidi e hardware certificati – spiega invece Mariarita Lamattina, titolare di un negozio – e spieghiamo sempre ai clienti che la sigaretta elettronica è sconsigliata a chi ha determinate patologie cardiache o delle vie respiratorie».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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