Lutto
Il senatore Franco Mugnai (Pdl): non farò il capogruppo
PISA. Franco Mugnai non sarà il capogruppo del Pdl in sala Regia: «Prima voglio imparare da consigliere». L’ex senatore e candidato sindaco a Pisa arrivato secondo, ieri, ha ringraziato «i nostri...
PISA. Franco Mugnai non sarà il capogruppo del Pdl in sala Regia: «Prima voglio imparare da consigliere». L’ex senatore e candidato sindaco a Pisa arrivato secondo, ieri, ha ringraziato «i nostri candidati per la partecipazione, la convinzione e l’entusiasmo dimostrati: ci sono le premesse per la ripartenza del centrodestra pisano». Ma ha anche fatto professione di umiltà: «Ho accettato la candidatura per responsabilità verso il partito e come un segnale d’attenzione verso la città alla quale credo di dover qualcosa». Inevitabile conseguenza: «Siamo in quattro consiglieri e decideremo insieme»; gli altri sono i tre confermati Giovanni Garzella (capogruppo uscente), Mirella Bronzini e Riccardo Buscemi.
Mugnai accanto a Giacomo Cappelli, coordinatore del comitato elettorale, e Virgilio Luvisotti de “la Destra” ha delineato il tipo di opposizione da seguire: «La maggioranza e l’opposizione devono dialogare; non abbiamo fatto l’errore di dire che “è tutto sbagliato”, ma abbiamo sempre specificato che “si può fare di meglio”».
È una risposta alle accuse di “inciucismo” che gli sono piovute da destra: «Saremmo pessimi amministratori se lasciassimo fallire buoni progetti solo a causa del colore di chi li ha proposti; ma sui temi etici abbiamo i nostri valori e li difendiamo».
Su questo doppio binario – dialogo costruttivo, senza rinunciare a «interrogare il governo sulle zone d’ombra formate in 40 anni di continuità del centrosinistra» – il neo consigliere intende «ripartire per una campagna acquisti verso gli elettori di centrodestra»: la “diaspora” che ha portato Diego Petrucci a uscire dal Pdl è una «divisione che la nostra gente non ama», ma che è stata presentata «con messaggi distorti e polemiche strumentali e surrettizie». Gioca in punta di fioretto, Mugnai, perché «sul piano personale sono in ottimi rapporti con tutti» e, soprattutto, perché per dare sostanza all’opposizione bisogna fare massa critica: «Confidiamo di trovare punti di intesa sui temi dell’opposizione».
Una sola cosa gli è dispiaciuta: «La grottesca questione sulla mia presunta non pisanità». A chi gli chiede se palazzo Gambacorti è un parcheggio in attesa di posti migliori, risponde: «Anche sette anni fa quando sono arrivato in città dicevano che ero di passaggio».
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