Attenzione
Roberta, i due figli ascoltati in Procura «Non sappiamo nulla»
Stamani davanti al pm comparirà Sara, l’amante di Logli Il nuovo teste fa marcia indietro: «Potrei essermi sbagliato»
PISA. «Non abbiamo sentito nulla nella notte in cui la mamma è sparita». Hanno ribadito quello che avevano già detto, davanti al pm, i figli di Roberta Ragusa, l'imprenditrice svanita nel nulla quasi 17 mesi fa dalla sua casa di Gello di San Giuliano, e della cui sparizione viene ritenuto artefice il marito, Antonio Logli, 49 anni, indagato dal febbraio 2012 per omicidio volontario e occultamento di cadavere. I due ragazzi sono stai ascoltati nello stesso giorno in cui è avvenuta l'audizione della nonna, Giancarla Tabucchi. Mentre i Ris agivano in via Gigli e poi nel giardino di casa Logli, l'abitazione da cui la donna è scomparsa, i ragazzi, lui studente liceale sedicenne, e lei, prima media, dodici anni fra pochi giorni, sono stati ascoltati dal pm Aldo Mantovani, alla presenza di uno psicologo. La bambina è apparsa provata. Si è detta certa che la mamma potesse indossare una tutina-pigiama di colore rosa, uguale a due dello stesso tipo sequestrate dai Ris durante la seconda delle tre perquisizioni finora effettuate, quella del 21 e 22 febbraio scorsi, ed un paio di scarpe da tennis bianche. La "divisa" che Roberta indossava in casa, infatti, un pantalone nero ed una maglietta bianca, quella con cui dice di averla vista il marito Antonio poco prima di mezzanotte mentre compilava la lista della spesa in cucina, è stata trovata accanto al letto matrimoniale il 14 gennaio 2012, come se la donna si fosse cambiata per andare a dormire.
Dai ragazzi, almeno per quel che si sa ufficialmente, non sarebbero trapelati altri particolari ritenuti importanti ai fini delle indagini, neanche su eventuali tensioni familiari, seppure qualche idea possa essere maturata in loro nel corso di questi diciassette mesi. Ora tutti i riflettori sono puntati sulla giornata di oggi, quando verrà ascoltata in Procura l'amante di Antonio Logli, Sara Calzolaio, 29 anni, undici dei quali passati accanto all'uomo che ama. Da lei potranno venire risposte importanti sui rapporti della coppia Logli, su sospetti e certezze, sui momenti immediatamente precedenti e seguenti la scomparsa di Roberta, perché Sara si è sentita con Antonio sia poco prima che la sua rivale svanisse nel nulla, sia la mattina, quando scattò l'allarme e lui le disse che la voleva tener fuori da quella storia e che doveva gettar via i loro telefonini segreti. In Procura intanto continuano ad arrivare lettere anonime. Ieri mattina, al procuratore capo, Ugo Adinolfi, è arrivata una missiva firmata «un gruppo di pensionati di Gello» che puntava l'indice contro il marito e comparava questo caso ad un altro, l'omicidio Bottega, in cui un marito ha confessato dopo decenni. Infine, dice di non essere un teste e di essersi probabilmente sbagliato Mohamed, il tunisino che dieci giorni fa ha raccontato di aver visto movimenti sospetti una notte del gennaio 2012 nella pineta della Bufalina. «I due uomini che vidi con un grosso involucro quella notte – ci ha detto ieri – erano magari due ladri che nascondevano refurtiva. Io non sono un teste, non c'entro con questa storia. Scusate, magari mi sono sbagliato. Non ho più nulla da dire».
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