Sicurezza
Accusato di tentato abuso ma la “vittima” non lo sa
PISA. Era finito sotto processo con l’accusa di tentata violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne. Lo hanno condannato a 10 euro di ammenda, pena sospesa, per atti contrari alla...
PISA. Era finito sotto processo con l’accusa di tentata violenza sessuale aggravata nei confronti di una minorenne. Lo hanno condannato a 10 euro di ammenda, pena sospesa, per atti contrari alla pubblica decenza. E la violenza? Assolto perché il fatto non sussiste.
È la storia di un pensionato di 74 anni, di Pisa, con problemi di salute e anche di disagio mentale, che dopo una vita da incensurato ha dovuto difendersi da un episodio infamante che in aula la stessa presunta parte offesa ha dichiarato non essersi mai verificato.
Il pm Flavia Alemi ha chiesto l’assoluzione per la tentata violenza sessuale e una condanna a 4 mesi per atti osceni in luogo pubblico. Il collegio (presidente Murano, a latere Fabbricatore e Bencivinni) ha accolto la parte sull’insussistenza della tentata violenza sessuale e ha riconosciuto solo il reato residuale degli atti contrari alla pubblica decenza - meno grave di quelli ritenuti osceni in luogo pubblico - punendolo con un’ammenda di 10 euro che non dovrà pagare per la sospensione della pena.
I guai per il pensionato, difeso dall’avvocato Alessio Bertola, erano iniziati per la sua abitudine di fare i propri bisogni all’aperto. Un comportamento disdicevole in generale, ma se poi viene messo in pratica nei paraggi di una scuola allora è naturale che diventi fonte di polemiche. E così la dirigenza scolastica di una scuola media, sollecitata dalle mamme a conoscenza del “vizio” dell’anziano di sbottonarsi e urinare in strada, più di una volta aveva inviato alla polizia municipale richieste di maggiori controlli. Atti poi trasmessi anche ai carabinieri. «La ragazzina è entrata in aula e non sapeva di cosa si sarebbe dovuta sentire offesa – afferma l’avvocato Bertola –. I due si conoscono di vista giusto perché vivono nello stesso quartiere. Il mio cliente, per problemi di incontinenza provati, ogni tanto era solito avere questa pessima abitudine. Non erano atti osceni, ma atti contrari alla pubblica decenza. È un 74enne incensurato con una storia clinica importante ed evidenti problemi di salute. Sono comportamenti esecrabili, ma neanche lontanamente avvicinabili a una tentata violenza sessuale».
Per il legale la vicenda è paragonabile a una «valanga nata da un sassolino. Continuando a rotolare se ne è portati dietro altri. A forza di trasmettere per conoscenza le richieste di maggiore vigilanza sul mio assistito è venuta fuori una cosa incredibile che poi, alla prova del dibattimento, si è sgonfiata. La minorenne non aveva percepito come quello che veniva imputato all’anziano fosse un’offesa a lei. E ai giudici ha riferito che gran parte di quelle accuse andavano ridimensionate. Insomma, non sapeva di essere parte lesa per una tentata violenza sessuale».
Pietro Barghigiani
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