Il dolore
«Il Pdl resta il perno del centrodestra»
Il senatore Mugnai: compito assolto in un contesto difficile, il dato della nostra area sfiora comunque il 25 per cento
PISA. Quando i dati parziali, ma a prova di ribaltone, consegnano in serata al sindaco uscente una riconferma schiacchiante, l’esponente del Pdl smette i panni dell’antagonista in battaglia e veste quelli dell’avversario sconfitto cui non fa difetto la correttezza. «Ho chiamato Filippeschi per complimentarmi – esordisce il senatore Franco Mugnai (sono le 22,32, ndr) –. Mi sembrava che a questo punto fosse doveroso. Il risultato è ormai consolidato. Garantisco che ci sarà da parte mia un’opposizione ferma, ma costruttiva, Credo che sia corretto, tra avversari che si rispettano, fare le mie congratulazioni».
Senatore dica la verità. Pensava in un risultato più ampio per il Pdl?
«Posso rilevare che il compito che mi ero dato, in un contesto di particolare difficoltà, fondamentalmente è stato assolto. Partivamo come dato unitario del Popolo della Libertà intorno a 17-18 per cento per stare larghi e in una situazione non facile. Il Pdl rimane la seconda forza politica in città nonostante quanto accaduto. Registro, comunque, con soddisfazione, un dato personale che è anche superiore a quello complessivo delle liste con dei numeri che, se andiamo poi a leggere attentamente, attestano una presenza del centrodestra, sia pure in un contesto di disaffezione del voto, intorno al 25 per cento. Questo lo leggo come dato assolutamente positivo. Il Pdl rimane il perno attorno al quale ruota tutto il centrodestra e da qui dobbiamo ripartire».
Cosa non ha funzionato? Il simbolo berlusconiano poteva portare qualcosa di più?
«Come dato di partito si partiva dal 15,66 per cento rispetto ai dati del 2008. Va tenuto conto dei voti che sono andati alla lista di Petrucci per il martellamento ossessivo che vi è stato nei confronti degli elettori del Pdl. Devo ritenere che alla fine il mio percorso, nato come una candidatura istituzionale a due giorni dalla presentazione delle liste, abbia ottenuto un risultato assolutamente confortante. Ripeto, è il dato complessivo del centrodestra che va scomposto».
Ora è realistico un rapporto più stretto con la lista di Diego Petrucci? Non c’è il rischio che rimanendo divisi non ci sia una vera e propria forza di opposizione alla giunta Filippeschi?
«Ho sempre pensato che quando si amministra non si fanno incontri di boxe, ma ci si confronta, spesso anche duramente, ma sempre in modo costruttivo. E soprattutto sempre nell’interesse nella città. Lo vedremo giorno per giorno».
In campagna elettorale il rapporto con “Noi Adesso Pis@”non è stato idilliaco.
«Sul piano personale il rapporto con Petrucci è ottimo. Dal punto di visto politico vedremo quale sarà l’orientamento che la sua lista assumerà. È verosimile che come gruppi di opposizione si possa dialogare».
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