Il Tirreno

Pisa

rivali stracciati e vittoria n.2

A metà scrutinio lascia la sede del Pd e abbraccia la città

di Giovanni Parlato ;
A metà scrutinio lascia la sede del Pd e abbraccia la città

PISA. Sono passate da poco le 19 quando Marco Filippeschi decide di lasciare il suo fortino in via Fratti dove, in una stanza della federazione del Pd, ha atteso i risultati delle amministrative. La...

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PISA. Sono passate da poco le 19 quando Marco Filippeschi decide di lasciare il suo fortino in via Fratti dove, in una stanza della federazione del Pd, ha atteso i risultati delle amministrative. La vecchia macchina organizzativa ereditata dal Pci, aveva pianificato un lavoro a puntino raccogliendo in tempo reale i risultati di 30 sezioni guida dislocate in tutta la città in modo da avere un responso attendibile. E alla 29ª sezione (mentre i dati ufficiali sono fermi ancora alla 6ª) Filippeschi toglie gli ormeggi dalla nave del Pd per salpare verso Palazzo Gambacorti conquistata per la seconda volta consecutiva. Ha (in quel momento) il 54% ed è convinto che ormai è fatta. Ed avrà ragione.

Mentre cammina in strada, tra gli altri, c’è la moglie Marzia al suo fianco e la vittoria viene già condivisa in famiglia. Al cellulare, Filippeschi parla con la figlia maggiore. «Chiara, sì, tutto bene, mi raccomando se esci copriti bene perché fa freddo al limite della sciarpa». La preoccupazione di Marco Filippeschi dopo quattro ore dalla chiusura dei seggi, è mettere sull’avviso la figlia che non si prenda un raffreddore, perché ormai il risultato è al sicuro e la gente in strada lo riconosce e vedendolo sorridente, seguito da amici fidati, gli stringe la mano e si congratula. È la passerella della vittoria fra i cittadini, ancora lontano dalle tv. Il cellulare del sindaco, squilla ogni minuto e lo cerca anche il professore Marco Santagata. «Sì, è fatta». Poi, due parole su Dante, poi Filippeschi aggiunge: «Lo sai che il mio debole è Macchiavelli, andrò anche alla mostra a Roma». Il sindaco ci mostra il foglio con le 29 sezioni scrutinate. «È un risultato diversificato dei vari quartieri della città». E indica il dato del secondo che gli sta alle spalle. Di Mugnai che, però, col suo 12% è indietro di oltre 40 lunghezze.

Non c’è stata partita, come mai? «Perché gli altri non avevano un valido progetto alternativo». E come spiega questa vittoria? «Perché in questi cinque anni ho governato bene e la gente lo ha riconosciuto».

Tuttavia, c’è quel dato sull’astensionismo che preoccupa: ha votato soltanto il 55,70%. «Alle ultime regionali l’affluenza è stata del 59,43%. Diciamo che mi aspettavo un punto in più in percentuale».

Ma, alla fine, a soffrire di più il fenomeno della diserzione dalle urne sono stati gli altri. Come spiega il sindaco il grande flop del centrodestra? «L’assenza di proposte credo che sia il motivo principale e la spaccatura con Petrucci da una parte e Mugnai dall’altra ha aggravato questa situazione».

Una signora, in bicicletta, si ferma per strada inviando un caloroso saluto e Marco Filippeschi risponde sicuro: «Non ci sarà neanche bisogno del ballottaggio».

Poi, l’accento cade sul Movimento5Stelle. Rispetto alle politiche, la perdita di consensi è notevole. «A livello locate è stata presentata una proposta che non era all’altezza, mentre sul piano nazionale hanno scontato una posizione piena di no, negativa e radicale esaurendo quel voto di protesta raccolto da Grillo».

Soddisfatto anche del risultato delle liste che lo hanno sostenuto: «Sono andate bene esclusa l’Italia dei Valori per i suoi problemi a livello nazionale». Ma per analizzare il tema delle liste collegate ci vorrà più tempo, intanto il fidato Maurizio Gazzarri (capo di gabinetto della passata legislatura) fa sapere che «i voti assoluti di Filippeschi saranno di più dei voti raccolti dalle sue liste».

Intanto, via San Martino è arrivata agli sgoccioli e s’intravede Palazzo Gambacorti dove Filippeschi si prepara a governare per altri cinque anni. La gente gli sorride, mentre una persona s’intrufola nel gruppetto per stringergli le mani e le ultime parole del sindaco sono per la città: «Il voto di Pisa ha un grande valore, anche a livello nazionale. Qui, siamo in controtendenza».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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