Il dolore
Big Fish, un segno di speranza
Apre un bagno gestito da ex pazienti psichiatrici con ristorante e laboratori
PISA. Big Fish, questo il nome di un'esperienza unica in Italia sul piano del reinserimento sociale di soggetti affette da disagio mentale. Big Fish è il nome del bagno sul litorale, ex bagno dei dipendenti comunali, che dal primo giugno aprirà i battenti, o meglio dire gli ombrelloni, grazie all'impegno dell'associazione Alba. L'Alba, realtà attiva da anni sul piano del recupero sociale e lavorativo delle persone affette da disturbi mentali, ha vinto il bando di assegnazione e gestione dello stabilimento di proprietà del Comune e si appresta ad aprirlo al pubblico. «Sarà un bagno aperto a tutti: apriremo due laboratori, uno di pittura e uno di ceramica – spiega Diana Gallo, presidente dell'associazione – assumeremo un cuoco per il ristorante e due bagnini, faremo animazione per bambini e serate musicali. Poi il ristorante che sarà attivo sia a pranzo che a cena. Stiamo ristrutturando 43 cabine di cui 9 saranno adibite a persone portatrici di handicap, così come non ci saranno barriere architettoniche e anzi abbiamo delle attrezzature specifiche per far fare il bagno a chi ha problemi di mobilità. Avremo 180 ombrelloni e il tutto mantenendo prezzi sociali, al massimo 10 euro per l'intera giornata». Gli interventi per dare nuova vita ad una struttura che era abbandonata da tempo sono stati molti e tutti portati avanti da utenti dell'associazione, sotto la guida dei volontari e dei facilitatori, spesso persone che avevano gli stessi problemi degli utenti e che adesso guidano gli altri attraverso il percorso di integrazione. «Abbiamo smaltito tutto l'amianto che c'era sopra le cabine e fatto da soli tutto il lavoro di restauro. Le cabine saranno decorate da 2 mila pesci di ceramica realizzati dal laboratorio del circolo. A livello terapeutico il lavoro è fondamentale per l'inserimento e offre possibilità anche ai servizi sociali». Presente anche l'assessore agli affari sociali Maria Paola Ciccone che conferma: «Questa è un'esperienza innovativa e dimostra una volta di più come Pisa sia avanti nel campo del sociale. Devo ringraziare Diana e tutti i componenti l'associazione perchè è un passo importante nel rilancio sociale del litorale. È un'idea di bene comune che ci rende orgogliosi».
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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