Attenzione
Sconti e Imu ridotta con gli affitti concordati
Firmato da Comune, sindacati e proprietari immobiliari il nuovo accordo Un risparmio del 25% sui canoni e tassa al 4 per mille sulle seconde case
PISA. Risparmio del 25% sugli affitti e Imu al 4 per mille sulle seconde case affittate con contratti a canone concordato. Mercoledì scorso, a Palazzo Gambacorti, le rappresentanze sindacali degli inquilini (Sunia, Sicet, Uniat e Unione inquilini), quelle dei proprietari immobiliari (Uppi e Confedilizia), i rappresentanti delle amministrazioni comunali di Pisa, Cascina, Pontedera e San Giuliano Terme e le rappresentanze degli studenti universitari (Sinistra per, Ateneo studenti e Diritti a sinistra) hanno sottoscritto il nuovo “Accordo territoriale per i contratti di locazione agevolati e transitori” (l'intesa che regola gli affitti a canone concordato) che permette un risparmio di circa il 25% del canone di affitto rispetto a quelli del mercato libero e, per i proprietari, di dimezzare l'aliquota Imu. Il nuovo accordo rivisita quello firmato tre anni fa modificando al ribasso le tabelle che stabiliscono i valori minimi e quelli massimi a metro quadro dei canoni di locazione il cui importo mensile varia in base al quartiere in cui è collocata l'abitazione, alle dimensioni, caratteristiche ed età della casa. «È impossibile – spiega Ylenia Zambito, assessore comunale - stabilire con precisione di quanto diminuirà il canone degli inquilini che sottoscriveranno un contratto di questo tipo. Si stima però che in media l'importo degli affitti concordati scenderà di circa il 25% rispetto a quelli a canone libero. È un provvedimento anticrisi – prosegue Zambito - che vuole andare incontro soprattutto a quella “fascia grigia” di famiglie che non riescono ad accedere ai benefici dell'edilizia residenziale pubblica ma che faticano a sostenere i prezzi degli affitti ai valori di mercato. È un'opportunità anche per gli studenti e per i proprietari. Il Comune – continua l'assessore - ha deciso infatti di applicare l'aliquota Imu minima del quattro per mille alle case affittate a canone concordato, meno della metà rispetto a quella che sarà pagata dai proprietari che affittano la propria abitazione a canone di mercato che è fissata all'8,2 per mille». Per rendere l'idea sugli effetti vantaggiosi dell'accordo basta qualche esempio: con un contratto a canone concordato l'affitto di una casa di 130 mq a Porta a Mare da un valore di mercato di 850 euro al mese scenderebbe a 715; il canone di un appartamento di cento mq a Riglione passerebbe da 700 a 510 euro; in via S. Frediano per un appartamento di 100 mq a canone concordato si pagherebbero 660 euro al mese anziché 900 e in Lungarno Sonnino per un'abitazione di 110 mq 860 euro anziché 1.100. Il proprietario che affitta a canone concordato ha diritto inoltre alla registrazione gratuita del contratto d'affitto e pagherà solo il 66,5% dell'imponibile Irpef sull'abitazione data in locazione.
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