Il Tirreno

Pisa

Il turismo oltre la Torre e il Galilei

Il turismo oltre la Torre e il Galilei

Iniziative per trattenere i viaggiatori dell’aeroporto in città C’è chi punta sull’innovazione, chi sullo sport e sul mare

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Con la crisi dell’industria, Pisa è sempre più una città del turismo legata all’aeroporto. È un limite oppure un’opportunità da sfruttare. Che cosa farete?

BIASCI: «L'aeroporto è una grande risorsa per la città e la perdita del lavoro con l'industria che si riduce non è positivo. Il nostro turismo ha due filoni principali: c'è quello legato al patrimonio artistico e quello per cui Pisa è una città di passaggio. Se vogliano fare un salto di qualità, dobbiamo trattenere i turisti in città: è questa la condizione che va ribaltata e su quest'obiettivo si devono impegnare tutte le forze politiche».

GUIDI: non ha risposto alla domanda è ha informato il pubblico sul progetto politico di "Lista di giovani" affermando «che noi abbiamo cercato e selezionato giovani per una classe di amministratori veri che si mettono a disposizione del progetto».

ANTONI: «L'aeroporto deve essere al servizio della città e non il contrario. Oltre ai 4 milioni e mezzo di viaggiatori l'anno, bisogna puntare alla qualità. Il Galilei non può essere un gate per Firenze o Siena, ma i turisti vanno trattenuti a Pisa. La programmazione è l'elemento principale da cui bisogna partire. E, a oggi, non c'è ancora un cartellone di Marenia e manca la programmazione del Giugno Pisano. Il turismo non può essere solo la Torre, ma c'è anche il Parco con la sua natura e si può puntare a un turismo sportivo. Tirrenia potrebbe diventare la città del cinema, potremmo acquistare materiale per registi in erba e organizzare un festival».

AULETTA: «Il primo atto necessario è la convocazione degli stati generali del lavoro e dell'occupazione fra tutti i componenti per dare occupazione di qualità. Noi diciamo no alle grandi opere e sì all'edilizia di qualità e alla manutenzione. Bisogna pensare a valorizzare le innovazioni tecnologiche e gli sturt-up come acceleratori d'imprese. Bisogna pensare oltre l'economia come, per esempio, il riciclo dei rifiuti con l'amministrazione comunale che dà lavoro attraverso le sue partecipate».

FILIPPESCHI: «La realtà dell'aeroporto è importante per il turismo e per l'occupazione con i suoi 2.400 posti di lavoro considerando l'indotto. Sono in corso contatti per un volo diretto con la Cina che potrebbe aprire nuovi scenari. Ma si può investire anche nel turismo sociale e di salute grazie anche alle circa 80 destinazioni europee con cui Pisa è collegata. E ci sono altre importanti realtà come il porto di Marina che sarà inaugurato il 15 giugno. Inoltre, col Piuss sono arrivati 24 milioni di euro e sul litorale potremmo portare altri fondi europei. Il turismo è un volano di lavoro». Poi, replica a Petrucci sulle inaugurazioni spot: e parla di «ritardo dei governi che qualcuno ha sostenuto».

MONTANO: «Negli anni Sessanta, Pisa era una città ricca d'industria manifatturiera ora scomparsa diventando una città di servizi. Credo che Pisa deve rimettere al centro del lavoro l'industria, perché una città che punta soltanto sul turismo non ha prospettiva in quanto sarà sempre in balia del minimo cambiamento. L'aeroporto è e un bene importante, ma c'è stato un nuovo appalto con un ribasso del 17% e il lavoratore ha dovuto accettare una diminuzione di 1.500 euro l'anno in rapporto al vecchio stipendio».

MUGNAI: «L'aeroporto è la porta della Toscana, ma è una porta a molla che spedisce i turisti fuori Pisa, bisogna vedere anche se quella porta li trattiene in città. Pisa è una città d'arte con un mix fra cultura e arte che può mettere in moto iniziative collaterali, ma non c'è dubbio che i percorsi turistici vanno realizzati. Nei primi due mesi, al Galilei c'è stata una contrazione del flusso dei viaggiatori del 36%».

PETRUCCI: «Il costo del lavoro è più conveniente in altre parti del mondo, ma non si possono delocalizzare i lungarni, la Torre, il mare e la campagna. Bisogna costruire la fabbrica del turismo, dei sapori e dei saperi dando opportunità ai giovani. Va creata un'industria intorno a questo. Potrebbero essere stanziati 500mila euro da destinare e dividere su dieci progetti. La Torre è il centro del turismo, ma è distante e bisogna spostare l'asse del turismo verso il centro della città. I giovani sotto i 30 anni potrebbero lavorare su questi due poli. E poi basta con le inaugurazioni spot. Il Museo delle Navi romane è stato inaugurato cinque volte ed è chiuso, D’Alema quand’era premier venne a inaugurare le mura e sono chiuse».

LAZZERONI: «Pisa può puntare sull'innovazione tecnologica. Le nuove imprese che scelgono il nostro territorio non sono in contrapposizione col turismo che, oltre alla bellezza della nostra città, offre anche il litorale col suo mare. Grazie al Galilei si possono attrarre nuovi mercati. Ma bisogna incidere sul degrado perché Pisa, rispetto ad altre città, non offre lo stesso decoro».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa