Il Tirreno

Pisa

Quando i ladri vogliono risarcire

Quando i ladri vogliono risarcire

Tre nomadi pronti a pagare i danni, ma le parti offese non si fanno avanti

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PISA. Vogliono risarcire i danni provocati durante la fuga in auto dopo un furto, ma le parti che avrebbero diritto al rimborso non si presentano al processo.

Sono stati descritti dai loro avvocati come pentiti e più che disponibili a saldare i conti per i guai causati poco prima di venire arrestati dai carabinieri.

Si tratta di tre nomadi del campo di Putignano assistiti dagli avvocati Luca Cianferoni e Sara Baldini. Per dimostrare la loro buona volontà l’avvocato Baldini ha annunciato la costituzione, prima dell’avviso di chiusura delle indagini, di un fondo alle poste di 2.800 euro a disposizione delle parti offese. Che ieri mattina, però, non si sono costituite.

«Se nessuno reclamerà quei soldi che i miei clienti hanno messo a disposizione dei danneggiati – spiega il legale – alla fine il denaro depositato rientrerà in loro possesso. Nessuno si è costituito parte civile e questo dimostra la lievità dei danni».

Ieri mattina si è svolto il processo con rito abbreviato davanti al gup Guido Bufardeci. Il pm Antonio Giaconi ha chiesto tre condanne e l’udienza è stata rinviata settembre per la sentenza che prevede lo sconto di un terzo della pena e la possibilità di fare appello.

I nomadi furono fermati dai militari nel novembre 2012 dopo un rocambolesco inseguimento avvenuto all'alba a Nodica, frazione di Vecchiano. Il colpo venne concluso al bar tabacchi Smoking in via Argine Vecchio. I

n pochi minuti fu rubata merce per cinquantamila euro tra tabacchi, gratta e vinci e soldi in contante. Per entrare avevano forzato la saracinesca con un piede di porco.

Un vicino si era svegliato e avevano dato l’allarme al 112. A bordo di un’Audi, non assicurata, i tre ladri erano stati inseguiti dai carabinieri finendo per schiantarsi contro un'auto in sosta trascinata a sua volta contro un muretto. Una volta circondati il terzetto non reagì dicendosi pronto a risarcire i danni. La refurtiva venne riconsegnata alla tabaccheria.

«Nessuno ci ha scritto per dire che volevano pagarci i danni – affermano al bar tabaccheria Smoking –. È vero che la refurtiva fu recuperata tutta e subita, ma la saracinesca rotta per entrare nel locale l’abbiamo riparata con i nostri soldi».©RIPRODUZIONE RISERVATA

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