Il Tirreno

Pisa

Il sindacato chiede più infermieri ma non ci sono soldi

di Giovanni Parlato
Il sindacato chiede più infermieri ma non ci sono soldi

L’Azienda ospedaliera trasforma in tempo indeterminato 11 contratti, mentre fra dieci giorni si riapre la trattativa

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PISA. Lunedì pomeriggio si è svolto l’incontro tra i sindacati e la direzione dell’Azienda ospedaliera universitaria pisana per esaminare la carenza di personale infermieristico e di supporto. Per la Cgil mancano 225 e per i Cobas 223 lavoratori di tutti i profili professionali. Una situazione aggravata dalle mancate sostituzioni delle lavoratrici in gravidanza e delle malattie lunghe circa 60/70 lavoratrici e lavoratori ogni anno. Nell'incontro si è parlato solo del personale infermieristico e oss (operatori socio-sanitari), mentre delle altre figure professionali si parlerà in un altro incontro.

«La richiesta sindacale - spiega Marco Frediani delegato Rsu della Cgil - è stata di 90 assunzioni, 50 infermieri e 40 oss. La risposta aziendale è stata negativa e ci sarà solo la trasformazione di 11 operatori socio-sanitari con contratto a tempo determinato a indeterminato, quindi nessun incremento di personale. L'azienda ha dichiarato che prima di procedere a nuove assunzioni, (facendo capire che in ogni modo non ci sono soldi), vuole procedere alla riorganizzazione delle attività assistenziali sulla base di quanto ha concordato con le altre aziende sanitarie di area vasta».

Da indiscrezioni raccolte, si dovrebbe trattare di razionalizzazioni e spostamenti di alcune unità operative. «Se dovesse essere così - aggiunge Frediani - non ci sarà alcun risparmio di personale da assegnare dove manca, come invece l'azienda sostiene. Come sindacati ribadiamo che l'attuale situazione non è sostenibile, i lavoratori, sono chiamati in orario straordinario a fare rientri a copertura dei turni scoperti. Una situazione che, oltre a ledere i diritti, determina anche un abbassamento dei livelli di assistenza ai pazienti».

Sul caso interviene anche Giovan Battista Marranchelli, responsabile aziendale dei Cobas il quale sostiene che «sulla carta ipoteticamente gli infermieri e gli oss ci sono (tra tempo determinato e indeterminato) ma non bastano come dimostrano gli straordinari programmati (non consentiti contrattualmente) e quelli retribuiti (all'inizio di marzo sono 16.975 ore). Purtroppo non vengono sostituite le maternità e le aspettative prontamente (95 al 15 maggio).Questi numeri determinano le ore in più di straordinario per mantenere la qualità e i servizi erogati. Qualche sindacato ha anche proposto di attivarsi con le agenzie interinali a cui noi siamo contrari. L'azienda alla fine ha preso tempo e vuole prima riorganizzare e poi rimodulare la dotazione organica. Ma alla domanda di come vuole gestire le risorse mancanti per i prossimi mesi per permettere le ferie estive non ci sono state risposte chiare. Ci mandera' una proposta nei prossimi giorni . Sappiamo che i soldi non ci sono ma è necessario assumere almeno 95 professionisti a tempo determinato tra Infermieri ed oss».

Fra una decina di giorni, ci sarà un nuovo incontro in cui l’Azienda presenterà un cronoprogramma.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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