Il dolore
Quella lettera del figlio Giona che commosse la città
MARINA. La famiglia Ghimenti ha tre figli: Giona, Matteo e Mitia. Il più grande, quando esplose il caso, scrisse una lettera che colpì la città. Con grandi sacrifici e grazie a una borsa di studio,...
MARINA. La famiglia Ghimenti ha tre figli: Giona, Matteo e Mitia. Il più grande, quando esplose il caso, scrisse una lettera che colpì la città. Con grandi sacrifici e grazie a una borsa di studio, finito il liceo, Giona Ghimenti si è iscritto alla Bocconi di Milano dove ha prima conseguito la laurea breve e poi la specialistica (da un paio di mesi), in Economia e Management delle Pubbliche Amministrazioni. «Negli anni in cui ho vissuto coi miei - scriveva Giona Ghimenti - la nostra vita è stata legata ad una concessione in cui mia madre operava con un'attività di ormeggio per natanti e mio padre come punto di appoggio per la sua attività di pescatore». Un’attività che un giorno deve fare i conti con una nuova realtà: la nascita del porto.
«La mia famiglia - scriveva Giona Ghimenti - ha vissuto sempre col fiato sul collo di quel porto: "chissà se lo costruiranno, e nel caso noi che fine faremo?" Abbiamo investito l'eredità di mia nonna quando il mare ha mangiato via la terra sotto i nostri piedi, abbiamo speso ogni risparmio per ripicchettare ogni anno i pontili e per la cella e per la barca...».
Su facebook era nato un profilo “Aiutiamo Nick l’ultimo pescatore” che in poco tempo raccolse migliaia di adesioni.
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