Il Tirreno

Pisa

«Quel sacco trascinato da due persone»

di Candida Virgone
«Quel sacco trascinato da due persone»

Caso Ragusa, il nuovo teste aggiunge dettagli al racconto fornito agli inquirenti sull’avvistamento notturno in pineta

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PISA. «Vidi due persone quella notte aggirarsi nella pineta con quello che poteva essere un enorme sacco. Un uomo sui cinquant'anni, magro, alto, dal viso affilato, un altro dietro di lui, meno visibile. Ricordo che mi parve strano: pensai che avessero qualcosa da nascondere e che non avrei dovuto impicciarmi di loro proprio per questo motivo. Trascinavano qualcosa di pesante, ingombrante, un involucro che mi parve enorme: ho creduto che potesse essere refurtiva e mi sono fatto i fatti miei. Ci ho riflettuto solo quando sono venuto a conoscenza, e per caso, di questa storia. Allora mi è tornato tutto in mente. Posso ricollegare che fosse una notte di gennaio del 2012, verso il fine-settimana, ma non posso ricordare assolutamente il giorno preciso. La prima persona che vidi può somigliare al volto che ho visto in tv e sui giornali, potrebbe essere lui; l'altra l'ho vista di sfuggita e male. Era gente mai vista, che non conoscevo. Solo per caso ed ora ho messo in relazione i fatti».

È il racconto del secondo teste preso in considerazione dagli inquirenti a proposito del giallo di Roberta Ragusa, l'imprenditrice svanita nel nulla sedici mesi fa, la notte in cui naufragò la Concordia.

L'uomo, un giovane straniero che vive in zona, vide due persone in una fredda notte di gennaio aggirarsi nella pineta della Bufalina nei pressi di Torre del Lago al confine con Pisa.

La sua testimonianza risale a meno di una settimana fa e le valutazioni e i riscontri di quel che dice sono tuttora in corso. Nella zona procedono delle ricerche che avranno bisogno anche di maggiori approfondimenti con l'aiuto di reparti speciali, per quanto su tutta la vicenda si mantenga stretto riserbo. Lo scenario in cui tutta l'azione viene collocata, fra l'altro, di notte è meta di presenze particolari e traffici illegali, per cui trovare altri riscontri testimoniali dovrebbe essere un'impresa non da poco. Chi bazzica la Bufalina col buio si tiene alla larga da carabinieri e polizia e tiene la bocca cucita. Il racconto viene valutato con attenzione, ma da parte del nuovo teste non ci sarebbe la conoscenza diretta dei protagonisti di questa storia come nel caso di Loris Gozi, il vicino di casa della signora Ragusa e di Antonio Logli, il marito della donna, unico indagato con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere per la sua scomparsa.

Chi colloca dunque un individuo simile al marito in quella zona lo vede accanto ad un'altra persona a notte fonda, fra le due e le tre: i due sconosciuti che si sarebbero aggirati in pineta avrebbero trasportato qualcosa di pesante - secondo questo nuovo teste - con fare sospetto. Potrebbe trattarsi di due ladri o magari di cacciatori di frodo, ma è il teste stesso a notare possibili somiglianze con i protagonisti del mistero pisano. Dunque Antonio Logli e in compagnia di qualcuno? Un sospetto pesantissimo. Solo casualmente e in circostanze particolari, lo straniero sarebbe venuto a conoscenza della storia ed avrebbe fatto i suoi collegamenti mettendo in possibile relazione le vicende, quello che aveva visto e la scomparsa della signora. Valutazione appunto al vaglio degli inquirenti in queste ultime ore, una delle tante piste seguite da esaminare con cura prima di scartarla o escluderla dall'inchiesta. L'ipotesi che chi possa aver fatto del male alla signora Ragusa potesse non essere solo è spesso sottolineata dalla Procura e dagli investigatori, senza puntare necessariamente il dito contro nessuno, ma solo per questioni di logica di una ricostruzione più volte tentata e secondo cui sarebbe difficile che l'artefice del delitto ipotizzato possa aver fatto tutto da solo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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