Sicurezza
Nick avrà l’area sull’Arno Parola di Filippeschi
Il sindaco uscente ha scritto una lettera all’ultimo pescatore di Marina la cui attività sul fiume è da oltre un anno sotto sfratto per i lavori del porto
MARINA. Marco Filippeschi allunga una mano a Nick, al secolo Nicola Ghimenti, l’ultimo pescatore di Marina, la cui attività è finita sotto sfratto per fare posto ad un tratto della pista ciclo-pedonale del porto di Marina.
Il sindaco uscente ha inviato una lettera a Giulia Lenzi, moglie di Nick, intestataria della ditta “La Vecchia Bocca d’Arno”, un piccolo rimessaggio che si trova alla foce del fiume (è l’ultimo sul viale D’Annunzio). In questo approdo per natanti, Nick il pescatore, oltre a poche e piccole imbarcazioni, ha anche due magazzini.
Tempo fa (era il novembre del 2011) raccontammo la storia di Nick che con la su attività mantiene una famiglia con tre figli. Quell’ultimo fazzoletto di terra prima del porto andava smantellato, mentre un gruppo di politici e l’opinione pubblica aveva alzato gli scudi in difesa del pescatore e della sua famiglia. Su Facebook in poco tempo l’appello per salvare Nick aveva ricevuto migliaia di contatti. In questi tempi, l’amministrazione comunale - in particolare l’assessore Andrea Serfogli - ha cercato una soluzione che non si è rivelata facile. Adesso, scende in campo Marco Filippeschi con una lettera. «Accanto alla piena adesione alle caratteristiche di interesse generale che caratterizzano la costruzione del porto turistico di Marina di Pisa, per la sua importanza e centralità in un disegno di riqualifìcazione del borgo marinaro e in un più complessivo progetto di rilancio del turismo e dell'economia pisana - scrive Filippeschi -, da parte di questa amministrazione vi è la consapevolezza di dover contemperare queste caratteristiche con interessi legittimamente esistenti e di mitigare il più possibile l'impatto dell'opera sulla realtà territoriale».
Dopo questa premessa, il sindaco uscente si riferisce direttamente alla famiglia marinese affermando che «c'è piena consapevolezza, da parte dell'amministrazione comunale, delle caratteristiche e della rilevanza non solo economica ma anche ambientale, dell'attività da voi svolta da diversi decenni alla foce dell'Arno, cosi come c'è piena cognizione della necessità di tutelare quanto più possibile l'antico mestiere del pescatore di cui siete gli ultimi rappresentanti nel territorio di cui trattasi, ritenendolo non solo l'importante sostegno economico di una famiglia, ma anche tradizione tipica di Marina di Pisa e elemento distintivo del borgo marinaio, senza il quale è da ritenersi che ne risulterebbe compromessa l'identità, fatta di un delicato equilibrio di valori ambientali, di memorie, risorse immateriali e attività, le quali tutte costituiscono il prezioso patrimonio su cui si fonda, oltre la qualità della vita degli abitanti, la stessa capacità dì attrazione turistica del borgo, che è da ritenersi tra gli scopi che questa amministrazione vuole e deve promuovere».
E, ora, si arriva a ciò che più preme a Nick . «Dopo aver valutato attentamente tutte le possibili soluzioni per lo spostamento della vostra attività - scrive il sindaco -è stata individuata, non senza difficoltà, un'area posta sul viale D'Annunzio all'altezza del civico 248 di circa mq. 1200, come idonea allo scopo».
Il sindaco, quindi, elenca le caratteristiche del posto «oggetto di un giudizio civile che il Comune ha dovuto sostenere per ottenere il rilascio». Tuttavia, sul luogo interferiscono sia la Provincia che il Parco e «alla presente lettera di intenti - conclude Filippeschi -faranno seguito i successivi atti amministrativi necessari a perfezionare il percorso amministrativo».
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