Attenzione
S. Matteo non regge i libri della Sapienza
Sfuma l’ipotesi dopo un sopralluogo della Soprintendenza. Gli Amici della biblioteca: ora ci vuole un’altra soluzione
PISA. «Palazzo san Matteo non regge» il peso dei libri della Sapienza. Lo denuncia Chiara Frugoni durante l’assembla pubblica di ieri organizzata dall’associazione che presiede: gli “Amici della Bup”, cioè della Biblioteca universitaria che dal 29 maggio scorso ha subito un grosso ridimensionamento a causa della chiusura dell’edificio che la conteneva, la Sapienza appunto. Così, a distanza di un anno da quell’ordinanza sindacale, si deve ricominciare da zero (o quasi) per trovare una soluzione idonea per ospitare gli oltre 600mila volumi contenuti nella Bup, in modo da far ripartire appieno le sue attività.
Nella riunione di ieri i 34 lavoratori della Bup, che ora prestano servizio all’interno di palazzo Reale, hanno letto ai presenti il testo di una lettera spedita dagli stessi al premier Enrico Letta, ai ministri Maria Chiara Carrozza (università) e Massimo Bray (cultura), al rettore pisano Massimo Augello e al sindaco Marco Filippeschi: «Da prime notizie ricevute in via informale, il san Matteo potrà accogliere solo una parte minima di materiale librario, se viene mantenuta l’intenzione di non intervenire sulla struttura muraria con interventi pesanti di consolidamento e di non modificare, aumentandola in modo significativo, la previsione di spesa».
In pratica i 600mila euro per il san Matteo stanziati dal ministero dei Beni culturali non sono una soluzione: o se ne spendono molti di più o si rinuncia all’idea di portare i volumi nel palazzo sede del museo nazionale, perché esso può contenere senza soffrire al massimo un decimo del patrimonio librario della Bup. Era stata proprio la Soprintendenza a chiedere al Dipartimento di ingegneria civile e industriale dell’Università una perizia sull’edificio candidato a diventare la soluzione: i risultati saranno resi noti la settimana prossima, ma è ormai di dominio pubblico il fatto che la risposta degli esperti sarà negativa. Una quota minima di quello stanziamento era già stata utilizzata per piccoli lavori; per fortuna la spesa del “grosso” era vincolata al via libera ufficiale.
In attesa della perizia sulla Sapienza (doveva essere pronta a giugno, ma ora sembra che si vada a ottobre) erano state approntate due soluzioni ponte collegate fra loro: una parte del patrimonio librario della Bup sarebbe restata in Sapienza e consultata a qualche metro di distanza, in un punto lettura aperto all’hotel Nettuno; l’altra sarebbe andata al san Matteo. Saltando quest’ultima opzione, gli “Amici della Bup” si chiedono se abbia senso attivare la convenzione con l’Azienda regionale per il diritto allo studio, che è la proprietaria della casa dello studente Nettuno, dove proprio la settimana prossima si inaugura il punto consultazione: in una sala di 90 posti, gli utenti potranno richiedere i testi cui sono interessati; il personale, due volte al giorno, si introdurrà nell’immobile chiuso e andrà a reperire i libri richiesti. Il dubbio dei presenti in assemblea è che quest’accordo valido 18 mesi sia «l’ennesimo trucco per prendere tempo e non decidere mai: siamo stanchi di aspettare, aspettare, aspettare».
Allora la presidente Frugoni lancia la proposta provocazione: «Dal 1965 c’è l’eterno conflitto con Giurisprudenza che si voleva allargare in Sapienza, sfrattando noi. Ora ci sono due punti fermi: Giurisprudenza nel palazzo sgombrato ha liberato gli spazi della sua biblioteca; inoltre tutti dicono che la Bup deve restare in Sapienza». Facile tirare la conclusione: «Noi chiediamo di utilizzare gli scaffali vuoti della biblioteca giuridica per spostare a pianterreno 120mila volumi della Bup e alleggerire l’area del palazzo che secondo l’ordinanza di chiusura era a rischio di criticità strutturali». I presenti applaudono convinti: non importa se sia un modo per «stanare il rettore» o “solo” un primo progetto, visto che nessuno ne fa «a distanza di un anno»; basta che «l’immobilismo cessi e la Bup torni punto di cultura e aggregazione».
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