Il Tirreno

Pisa

«Roberta è in una buca nel bosco»

di Pietro BarghigianI
«Roberta è in una buca nel bosco»

Squadra della Protezione civile al lavoro sul Monte Serra dopo le indicazioni di una sensitiva piemontese

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PISA. Erano in sedici e per quasi undici ore hanno lavorato senza sosta in una boscaglia che potrebbe restituire il corpo di Roberta Ragusa. Un condizionale legato alle “indicazioni” di una sensitiva piemontese che da martedì pomeriggio ha spedito in località “Le Polle” nella frazione di Castelvecchio di Compito (Lucca) i volontari della Protezione civile di Capannori zona nord.

Un contatto via Facebook ha messo in moto l’ennesima ricerca di un corpo che, a distanza di sedici mesi dalla sparizione, viene cercato nella speranza di un aiuto alle indagini, ma anche per dare una degna sepoltura alla donna.

La squadra si è presentata intorno alle 7,30 e alle 18 ha smontato. Stamani altra giornata di lavoro che ormai è concentrato in un’area ben definita nel bosco distante una quarantina di metri dalla strada sterrata più vicina raggiungibile in auto.

Lorenzo Flosi è il responsabile delle ricerche della Protezione civile di Capannori. La difficoltà dell’intervento è soprattutto ambientale.

«Non possiamo salire con i mezzi – spiega Flosi –. Purtroppo dobbiamo fare tutto a mano. Oggi (ieri, ndr) abbiamo tagliato una radice di pino e poi iniziato a scavare. Ma non è un lavoro facile».

La sensitiva è in contatto con Piero Civalleri, di Cuneo, il promotore su Facebook del gruppo “Troviamo Roberta Ragusa” e tra gli organizzatori della fiaccolata per ricordare la scomparsa dell’imprenditrice di Gello. E a sua volta Civalleti si sente con la Protezione civile capannorese.

Dopo la prima segnalazione la medium ha indicato ai volontari via Skype il luogo in cui, stando alle sue “sensazioni”, avrebbe potuto trovarsi il corpo.

«Ci ha dato alcune indicazioni che ci hanno convinto ad andare avanti perché non poteva sapere certe cose che, invece, ha dimostrato di conoscere – prosegue Flosi –. La donna ci ha parlato di una buca naturale in mezzo al bosco e in effetti è quello che abbiamo trovato. Ora si tratta di scavare. Per la sensitiva il cadavere si trova a una profondità di 2,5-3 metri. Possiamo usare solo pale e picconi. Per questo motivo il lavoro, sul quale teniamo informati i carabinieri di Pieve di Compito, non è semplicissimo. Stiamo dando l’anima in queste ricerche perché vogliamo restituire a quei due ragazzi i resti della loro mamma».

Lo scavo proseguirà anche oggi avendo come riferimento quello spiazzo di terreno smosso che sta sopra la buca naturale. O il corpo è davvero a tre metri sotto terra o la povera Roberta Ragusa non solo rischia di non avere giustizia, ma neanche una tomba su cui pregare.

Altro servizio a pagina 12

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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