Il Tirreno

Pisa

Brucia l’auto dell’ex per vendetta

di Pietro Barghigiani
Brucia l’auto dell’ex per vendetta

Stalking, arrestata facoltosa sessantenne accusata anche di aver lanciato acido nel garage dell’uomo

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PISA. Il fuoco della passione era degenerato in rogo doloso. Auto incendiata, ma anche alcuni locali aggrediti dalle fiamme. E poi quell’acido lanciato davanti al garage.

L’escalation dell’amante respinta è stata interrotta dalla polizia con l’arresto di una facoltosa sessantenne, residente in un paesino della provincia, con l’accusa di stalking e danneggiamenti.

Sono state le agenti della squadra mobile a condurre le indagini concluse con la misura degli arresti domiciliari per la donna che non voleva rassegnarsi a perdere l’uomo con cui aveva avuto una relazione.

Lui, poco più che cinquantenne, imprenditore, vive a Pisa con moglie e figli. Non avrebbe mai immaginato che un’avventura extraconiugale potesse farlo piombare in un incubo nel ruolo del bersaglio braccato da una persecutrice seriale.

L’attività della polizia è durata diversi mesi. Dopo numerosi appostamenti e verifiche telefoniche, le investigatrici sono riuscite a dare un nome e un volto alla donna «che aveva indotto nella vittima uno stato di ansia e di terrore facendolo temere per l'incolumità della propria famiglia» spiegano in questura.

La polizia si è mossa dopo le ripetute denunce sporte dall'imprenditore che, una volta interrotta la storia con la sessantenne, aveva iniziato a subire un pressing sempre più invasivo. L’avvio della “marcatura” stretta è stato condito da minacce con sms e telefonate. Poi la donna ha alzato il tiro aggravando il comportamento delle sue azioni. L’accusano di aver appiccato il fuoco all'auto e ad alcuni immobili di proprietà del cinquantenne.

Gli episodi non stati subito collegati allo sbandamento della sessantenne che poi ha dato modo agli inquirenti di risalire alle sue responsabilità quando ha cominciato a seguire l'uomo e le sue nuove amicizie annotando spostamenti, orari e luoghi di incontro. Stando alla squadra mobile in una circostanza era arrivata persino a cospargere dell’acido muriatico nei pressi del suo garage.

È stato necessario avviare una serie di servizi di appostamento e osservazione, in particolare di notte, per scoprire chi fosse l’autore o l’autrice dei raid contro l’imprenditore che già aveva dei forti sospetti che l’esito dei controlli ha trasformato in certezze.

«L'arresto è stato necessario per interrompere la condotta che in una sorta di escalation ha visto aggravarsi la situazione – chiariscono in questura –. Da "semplici" molestie telefoniche si è addirittura arrivati a provocare la distruzione dell'auto della vittima nonché dei locali di sua pertinenza mettendo a repentaglio anche la pubblica incolumità». Più che del rischio di venire arrestata, la sessantenne poco arrendevole si è fatta guidare nelle sue priorità annebbiate dall’odio dalla vendetta rancorosa senza pensare alle conseguenze che poi l’hanno portata ai domiciliari.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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