Sicurezza
Tutti contro i test Invalsi protesta al Provveditorato
PISA. Cobas Scuola, insegnanti e studenti delle scuole superiori scendono in piazza contro i test Invalsi. Lo sciopero conclude il ciclo di tre appuntamenti di lotta che ha coinvolto nelle settimane...
PISA. Cobas Scuola, insegnanti e studenti delle scuole superiori scendono in piazza contro i test Invalsi. Lo sciopero conclude il ciclo di tre appuntamenti di lotta che ha coinvolto nelle settimane scorse le scuole medie e quelle primarie. Lo strumento di valutazione della preparazione degli studenti, il cosiddetto quizzino al quale sono collegati i finanziamenti pubblici, incontra così nuove resistenze nel mondo della scuola e per dimostrarlo ieri mattina studenti ed insegnanti si sono riversati sotto il provveditorato. Dopo qualche trattativa una delegazione è stata ricevuta dal vice provveditore Anna Barletta, che sostituiva il titolare Maria Alfano, e ha consegnato alla dirigente un documento nel quale si esprime la piena contrarietà al test così come è congegnato. «Perchè il punto è proprio questo – spiega Andrea Vento, professore presso l'Itc Pacinotti – a noi va bene essere valutati ma non in questo modo». Al test Invalsi viene imputata una generale standardizzazione della valutazione che non terrebbe conto degli aspetti sociali dell'insegnamento e dell'apprendimento. «Il sistema è riduttivo nel valutare le capacità dello studente. Con una mera sfilza di domande e risposte a crocette non viene valutato il formarsi del pensiero critico che è invece è un aspetto fondamentale del lavoro dell'insegnante. Andando avanti così noi dovremo insegnare solo come passare il test mentre dobbiamo formare delle persone». Altra grande criticità imputata al test è quella di essere uguale per tutte le scuole, a prescindere dalla condizione sociale che vivono: «Una classe in cui ci sono molti stranieri o persone portatori di handicap non può avere la stessa valutazione di altre dove il contesto sociale di provenienza è totalmente differente». La proposta dei Cobas Scuola è quindi quella di: «Sono necessari dei test interni che valutino non il punteggio totale raggiunto ma il percorso fatto, quanto si è andati avanti rispetto al punto di partenza che in ogni luogo è diverso».
Luca Lunedì
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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