Finanza
Referendum beffa E la mamma diventa candidata 5 Stelle
«Mi sono avvicinata alla politica e a Grillo dopo la delusione per l’esito della battaglia sull’acqua pubblica, tradita dal Pd»
PISA. Raccontare la storia politica di Valeria Antoni, candidata sindaco del Movimento 5 Stelle, non è semplice. Mai avuto una tessera, mai entrata, per sua ammissione, in una sezione di partito. «Al massimo ho fatto occupazione a scuola». Lei si definisce semplicemente una mamma (e i piccoli Morena e Nico ringraziano). Scavando un po' però viene fuori il dato interessante: non ci sarebbe stata Valeria Antoni, politicamente parlando, se non ci fosse stato Filippeschi. Già, perchè la scintilla dell'azione politica è nata in questa giovane donna (di cui per galanteria non diremo gli anni) per reazione al risultato del referendum abrogativi sull'acqua pubblica del 2011. «Facevo volantinaggio per il Sì con Rifondazione e Sel nel mio quartiere, il Movimento a Pisa era appena nato. Il Pd ci ha sempre ostacolato in questa battaglia e a pochi giorni dal voto ci ha messo il cappello sopra per motivi elettorali salvo poi fregarsene del risultato e anzi sovvertirlo. Ecco, la molla è stata la delusione per quell'esperienza». Così si è avvicinata al Movimento di Grillo: «Ci sono entrata per legittima difesa. Seguivo Beppe fin da quando fece togliere la tassa sulle ricariche telefoniche e poi con le battaglie sul crac Parmalat e sul Parlamento pulito, ma ho cominciato a fare attivismo nell'estate scorsa». E lo ha fatto così intensamente che il suo nome è stato poi scelto all'interno del Movimento per essere inserito nella rosa dei papabili come candidato sindaco: «Quello è stato il primo momento in cui ho perso qualche notte di sonno. Eravamo in cinque e lì mi sono trovata a riflettere sul fatto se volessi o meno andare fino in fondo. Poi alla fine votammo e rimanemmo in due, ci fu una nuova votazione e venni scelta io. In quel momento ho sentito il peso della responsabilità e ho capito che dovevo fare ancora di più». E così una mamma del litorale si è trovata a rappresentare in città il partito che ha preso più voti sul territorio nazionale: «Ecco, l'altro momento che mi ha tolto il sonno è stato quando ho visto il risultato delle elezioni politiche, lì ho capito che era tutto vero, che si poteva fare anche a Pisa». Da quel momento è partita la campagna elettorale che, per il Movimento 5 Stelle, ha avuto un doppio binario: al grande attivismo sul web che contraddistingue il Movimento fin dalla nascita si è affiancato il lavoro porta a porta: «È incredibile quanta sia la voglia di cambiamento in questa città. Stiamo battendo palmo a palmo tutti i quartieri e tutti si lamentano di essere lasciati indietro. I pisani non chiedono grandi opere, ma una città vivibile e sicura, un'amministrazione che li ascolti. Ecco noi raccogliamo questa protesta e la trasformiamo in proposta». Alla domanda su cosa rimprovera maggiormente a Filippeschi e alla sua giunta la risposta è immediata: «L'incapacità di ascoltare. La parola partecipazione è rimasta nel programma elettorale mentre gli atti devono essere condivisi con i cittadini, bisogna informarli e tenere conto delle loro opinioni: nei quartieri dove dovrebbe sorgere il People Mover la gente ci rincorreva per avere i nostri volantini perchè quell'opera è stata loro imposta». La chiusura è il riassunto del suo pensiero: «Ci sono momenti nei quali la storia non passa più solo dai giornali e dalla tv, passa dalla vita. Questo è uno di quei momenti, ognuno può contribuire a cambiare veramente le cose».
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