Sicurezza
Ora la Navicelli spa punta sullo sviluppo sostenibile
Tra i progetti c’è il dragaggio del canale che trasformerà i sedimenti inquinati in materiali da utilizzare nel vivaismo e nella costruzione delle strade
PISA. Il dragaggio del canale dei Navicelli con tecniche innovative che trasformeranno i sedimenti inquinati in materiali utilizzabili in ambito vivaistico e nella costruzione di strade. La creazione di un sistema di videosorveglianza del canale per la sicurezza della navigazione con dieci telecamere a infrarossi e tre stazioni per il monitoraggio della qualità delle acque.
La continuazione del progetto Apea 2020 (Area produttiva ecologicamente attrezzata) che prevede banchine attrezzate, rete wifi, un nuovo binario ferroviario per il collegamento con la stazione e l’aeroporto, un’area logistica con un sistema innovativo per le merci. Sono i nuovi progetti della Navicelli spa annunciati ieri in occasione della presentazione del business plan 2013- 2015 alla presenza del sindaco Marco Filippeschi, del presidente della Provincia Andrea Pieroni, del vice presidente della camera di commercio Valter Tamburini, dell’assessore allo sviluppo delle attività economiche della Provincia Graziano Turini, del presidente di Navicelli spa Giovandomenico Caridi e del vice presidente Marco Magnarosa.
«Abbiamo vinto il bando “Life +” - dice Caridi - Il progetto ha l’obiettivo di valutare e diffondere l’applicabilità di un approccio innovativo, multisettoriale e integrato per la gestione sostenibile dei sedimenti di dragaggio contaminati. I sedimenti inquinati dragati dal canale dei Navicelli saranno sottoposti a un trattamento di decontaminazione che li trasformerà in materiale da reimpiegare come substrato in sostituzione di terreno e torbe nel settore vivaistico e come materiale di riempimento nella costruzione di strade. Il progetto sarà coordinato dal Cnr e prevede vari partners, tra cui il dipartimento di ingegneria civile dell’università di Pisa. Il budget totale del progetto è di 1 milione 655mila euro, finanziati al 55% dalla comunità europea a fondo perduto, di cui 309 mila euro andranno alla Navicelli spa. Il progetto avrà inizio a ottobre e terminerà nel marzo 2016».
Un risultato positivo che va ad aggiungersi ai quattordici progetti di ricerca portati avanti dalla società negli ultimi sei anni. La scelta di concepire l’area dei Navicelli in modo moderno nel rispetto dell’ambiente, puntando sulla nautica e la logistica, ma anche su innovazione ed ecologia, formazione, ricerca e sviluppo e ricerca di fondi, ha consentito di reggere alla crisi.
«Abbiamo attivato buona parte dei servizi immaginati nel 2008 - spiega il vice presidente di Navicelli spa Marco Magnarosa – e altri ne abbiamo aggiunti nel corso dei sei anni, mantenendo l’equilibrio economico fino al 2012. L’assetto dei progetti in corso garantirà questo equilibrio nei prossimi tre anni». Inoltre Pisa è coinvolta nel progetto Lose (Logistica e sicurezza del trasporto merci) che ha l’obiettivo di ridurre i rischi derivanti dalla circolazione delle merci e dei trasporti pericolosi e l’impatto sui sistemi di viabilità e ambientali dell’area transfrontaliera. L’ambito è quello delle reti stradali e autostradali (sviluppato dalla Provincia di Lucca), delle aree portuali e dei centri urbani (sviluppato da Provincia di Sassari, Comune di Genova e Provincia di Livorno) e delle aree fluviali (implementato dalla Provincia di Pisa e dalla Navicelli).
«Il progetto Lose non è di solo studio – spiega Turini – ma creerà infrastrutture per monitorare il traffico fluviale lungo il canale dei Navicelli e per controllare la qualità delle acque. E’ un progetto da 1 milione 800 mila euro, di cui 1 milione 342 mila finanziati dall’unione europea. Alla Navicelli spa sono destinati 300 mila euro. Il progetto rientra nel “programma di cooperazione transfrontaliera Italia/Francia” e terminerà nel 2015». Tre i sistemi previsti: un’infrastruttura di connettività; l’impianto di videosorveglianza con 10 telecamere lungo il canale dei Navicelli; tre stazioni permanenti per il monitoraggio della qualità delle acque con sonde parametriche. Sarà così possibile garantire la sicurezza del canale e della pista ciclabile, controllare il numero di imbarcazioni in navigazione, fornire un servizio di connessione wireless nella darsena pisana, nella golena d’Arno (lato Incile) e lungo la pista ciclabile.
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