Sicurezza
Canapisa, la città capitale dell’antiproibizionismo
Definito l’itinerario del corteo con migliaia di partecipanti da tutta Italia Divieto di vendere alcol nelle vie durante il passaggio dei manifestanti
PISA. Domani migliaia di persone provenienti da tutta Italia invaderanno la città per dire no al proibizionismo. Alle 17, da piazza Sant'Antonio, partirà la tredicesima edizione di Canapisa, l'ormai tradizionale street parade antiproibizionista organizzata dall'Osservatorio antiproibizionista di Pisa. Dopo il concentramento in piazza Sant'Antonio, il corteo si snoderà lungo via Pellico, via Battisti, viale Bonaini, piazza Guerrazzi, via da Sangallo, Lungarno Fibonacci, Lungarno Buozzi, via del Borghetto, via Luschi, via Gioberti, via Garibaldi, via Canavari, via delle Trincere, via San Giovanni Bosco, via Centofanti, via Battelli, via di Pratale e arriverà al parcheggio di Via Paparelli dove si concluderà intorno alle 24.
Come sempre gli organizzatori hanno previsto il servizio di pulizia in coda al corteo mentre lungo il percorso e solo durante il passaggio della manifestazione è stato disposto il divieto di vendita delle bevande alcoliche.
«Il questore è impegnato a mettere in piedi tutte le misure organizzative e di sicurezza finalizzate a conciliare l'esigenza dei manifestanti con la mobilità, la vivibilità, la sicurezza dei cittadini e il libero esercizio delle attività economiche da parte degli operatori commerciali» spiega il prefetto Francesco Tagliente che, sulla richiesta del sindaco Marco Filippeschi di far svolgere la manifestazione dopo le elezioni, evidenzia «come gli strumenti della prescrizione, e a maggior ragione del divieto, vadano utilizzati con massima prudenza, come estrema ratio, al fine di scongiurare eventuali e possibili maggiori disagi per la città».
Per quanto riguarda le misure di sicurezza è stato richiesto alle forze di polizia delle province di partenza dei manifestanti e in particolare alle polizie ferroviarie e stradale di «effettuare un attento monitoraggio e controllo lungo gli itinerari».
«Non è facile conciliare il diritto di manifestare con quello della pacifica convivenza sociale – sottolinea Tagliente –. Questo risultato si può raggiungere con l'impegno di tutti, purché ci sia forte sinergia, condivisione, motivazione e determinazione a non tollerare illegalità. Il diritto di manifestare le proprie opinioni ed il proprio dissenso è e deve restare un diritto inviolabile – conclude il prefetto – ma i manifestanti devono rispettare la legge e le prescrizioni date dal questore».
Danilo Renzullo
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