Il Tirreno

Pisa

Bancarelle, via dalla piazza con ritorno

di Francesco Loi
Bancarelle, via dalla piazza con ritorno

Il Consiglio di Stato respinge il ricorso contro il trasferimento, ma poi i commercianti potranno riprendere il loro posto

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PISA. Punto primo: le bancarelle si devono spostare da Piazza dei Miracoli. Punto secondo: ma solo per il tempo necessario ai lavori di restauro al Museo delle Sinopie. Una doppia faccia della stessa medaglia nella decisione del Consiglio di Stato, che ha respinto la richiesta di sospensiva contro l’ordinanza di trasferimento nel terminal dei bus turistici in via Pietrasantina presentata dai legali dei bancarellai (avvocati Duccio Traina e Carmelo D'Antone). Ha vinto il Comune, ma esultano anche i commercianti che vedono messo nero su bianco il loro futuro ritorno in piazza. Data «la natura strettamente contingente dei provvedimenti impugnati», scrivono i giudici della quinta sezione, «le amministrazioni interessate, una volta terminati i lavori, dovranno ricollocare gli esercizi commerciali nella loro sede originaria». Una sorta di trasferimento a tempo determinato. Ma per quanto? E’ di 450 giorni la durata prevista dei lavori dall’avvio del cantiere.

Lavori da fare. La vicenda resta complessa e su quanto succederà ancora è difficile sbilanciarsi. Ci sono però alcuni dati di fatto. Anzitutto resta confermata la validità dell’ordinanza del Comune. «Dopo il Tar anche il Consiglio di Stato ha dato ragione al Comune, convalidando tutti gli atti compiuti dall’amministrazione, nessuno escluso, e rigettando radicalmente ogni congettura creata ad arte», dice l’assessore al commercio Giuseppe Forte. In sostanza, le 44 bancarelle dovranno essere tolte da Piazza dei Miracoli per consentire i lavori al Museo delle Sinopie dove sono addossate. Nei mesi scorsi sono state diverse le lettere che l’Opera della Primaziale, ente proprietario del museo, a firma del suo presidente Pierfrancesco Pacini, aveva mandato sia al Prefetto che al sindaco per rimarcare «l’assoluta e improcrastinabile necessità» di procedere nei lavori di restauro «a tutela della pubblica incolumità».

Alternativa idonea. Il cantiere sarà dunque allestito come richiesto dall’Opera della Primaziale e anche dall’Azienda ospedaliera, e per le bancarelle la nuova sistemazione è al parcheggio di via Pietrasantina, dove sono già stati delineati e assegnati i loro spazi. Postazioni che Forte definisce «alternative e considerate idonee dalla giustizia amministrativa». Anche l’assessore sottolinea che lo spostamento delle bancarelle fuori dalla piazza è «provvisorio». Uno spostamento, aggiunge, che è «riconosciuto necessario e pienamente legittimo, essendo l’ordinanza dirigenziale emessa dal Comune un atto definito dal Consiglio di Stato come ascrivibile a valutazioni amministrative e non politiche».

I bancarellai. «E’ una sentenza che ci soddisfa, anche se non viene accolta la richiesta di sospensiva del trasferimento. Viene però messo nero su bianco il fatto che al termine dei lavori torneremo in Piazza dei Miracoli», commenta Gianmarco Boni, coordinatore della commissione di mercato del Duomo dopo la sentenza. «I giudici hanno respinto la richiesta di sospensiva - dice ancora Boni - non avendo ravvisato un danno definitivo causato dal trasferimento. Questo perché hanno sottolineato il carattere temporaneo dell’ordinanza, stabilendo che il provvedimento è dettato dalla necessità di effettuare i lavori e che quindi, una volta terminati, si possa prevedere il ritorno delle bancarelle in piazza. Se il Comune avesse fatto lo stesso, non avremmo perso tutto questo tempo: questa soluzione, seppur dolorosa, era stata da noi prospettata immediatamente».

Un anno di stop? Ma le bancarelle davvero proseguiranno la loro attività in via Pietrasantina? Boni rivela: «Possiamo anche chiudere un anno, il tempo necessario ai lavori. Questo per ribadire che nessuno ha messo in discussione il nostro diritto di svolgere l’attività nel luogo che abbiamo avuto assegnato secondo la legge. Sicuramente sarà un anno difficile, ma il nostro futuro è salvo. Ci prenderemo questo tempo magari per pensare finalmente al progetto di ristrutturazione dei banchi».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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