Il Tirreno

Pisa

Smart elettrica, la beffa dei km

di Daniela Salvestroni
Smart elettrica, la beffa dei km

Chi ha preso a noleggio l’auto ha scoperto che c’è un limite di 40mila: «Nessuno ce l’aveva detto»

3 MINUTI DI LETTURA





Il progetto e-mobility Italy di Mercedes ed Enel sulla sperimentazione della mobilità elettrica non soddisfa alcuni clienti pisani, i primi a ricevere la Smart Electric Drive. Il motivo principale è il limite di 40mila km in 4 anni, indicato nel contratto ma scoperto troppo tardi. Quasi tutti dovranno pagare l’eccedenza, ma qualcuno sta pensando di restituire l’auto. «Ci dispiace tantissimo per l’insoddisfazione di questi clienti – dichiara il direttore della comunicazione di Mercedes Italia, Paolo Lanzoni – ma il contratto da loro firmato riporta le condizioni del noleggio con i chilometri inclusi».

Fiore e Dario Lorini, imprenditori, spiegano: «Abbiamo avuto disagi all’inizio e non c’è stata l’assistenza che mi aspettavo da Mercedes. Le colonnine di ricarica a volte non sono operative o non sono in comunicazione con il centro di controllo, soprattutto a casa. Ho parlato con l’assessore comunale David Gay, però non mi ha mai ricontattato. Ma il vero problema è un altro. Alla firma del contratto nel luglio 2010 nessuno ci ha fatto presente che il canone previsto di 400 euro più Iva comprendeva 40mila km in 4 anni e che i chilometri in più vanno pagati a parte. L’ho scoperto dopo molti mesi leggendo il contratto che ci è arrivato per posta. Alla fine avrò versato 23.040 euro di canone e, prevedendo di fare 80mila km, dovrei pagare altri 3.200 euro più Iva per la percorrenza extra, ma non intendo farlo perché quando ho firmato nessuno me lo ha detto. Il noleggio della Smart elettrica mi verrà a costare più del doppio di una tradizionale e per una sperimentazione che serve essenzialmente a Mercedes».

Alessandro e Leonardo Cartacci, imprenditori di Cascina, affermano: «La Smart è semplice da guidare, piacevole, ci fa risparmiare tempo e non inquina. Ma le colonnine di ricarica sono limitate e lente, quindi dobbiamo restare in zona. E soprattutto abbiamo scoperto da poco che Mercedes ci addebiterà un tot a chilometro per aver già superato il limite. Nessuno ce lo aveva detto».

Stefano Virgili, imprenditore di Pisa: «L’auto in sé è eccezionale ed economica. Consente di entrare nella ztl e di percorrere i tratti locali della FiPiLi. Doveva essere la vettura da città, ma è diventata la più ambita della famiglia. Non ha avuto inconvenienti e ha percorso oltre 40mila km. Ma le spese sono alte e ho scoperto da poco che Mercedes prevede un costo aggiuntivo per i chilometri in più. Per questo sto pensando di terminare l’esperienza prima della scadenza. Inoltre le colonnine di ricarica sono molte, ma messe un po’ a casaccio».

Fabrizio Felici, editore di Pisa, racconta: «All’inizio ho avuto molte difficoltà per il mal funzionamento delle colonnine di ricarica, ma dal febbraio 2011 questi problemi sono finiti. Il costo di gestione della macchina è alto, mentre per la ricarica è contenuto e non ci sono limiti, ma i tempi sono lunghi: 8/9 ore con la box station da 6 Kw in ufficio e 3/4 ore con le colonnine da 30 Kw. Inoltre l’auto a pieno carico non va oltre i 100 km ed è utile solo in città. Il limite dei 40mila km in 4 anni mi sembra assurdo, completamente fuori luogo».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web