Italia
Logli non era solo quando andò da Loris
Per la Procura c’è un nuovo testimone da interrogare. Fu spedita dall’autoscuola Futura una lettera al superteste
SAN GIULIANO TERME. Una lettera per il rinnovo della patente, foto e supposti pedinamenti al superteste da parte di sconosciuti: sarebbero questi alcuni dei motivi alla base delle motivazioni con cui è stato concesso l'incidente probatorio chiesto dalla Procura sul caso che riguarda la scomparsa di Roberta Ragusa, l'imprenditrice e madre di famiglia svanita nel nulla dalla sua casa di San Giuliano esattamente sedici mesi fa e per la cui sparizione è indagato il marito, Antonio Logli, 49 anni, con l'accusa di omicidio volontario e occultamento di cadavere. E ora spunta anche un accompagnatore durante la visita di Logli a casa Gozi alle 11,30 del 14 gennaio per chiedere informazioni il giorno dopo la scomparsa di Roberta.
La lettera. Andiamo con ordine. Una lettera sarebbe arrivata settimane fa a casa di Loris Gozi, giostraio di 36 anni, il teste che colloca il marito fuori di casa in un'ora in cui lui dice di essere sprofondato in un sonno profondo.
Una lettera di routine, che tutte le autoscuole inviano ai loro assistiti, ma che forse, visto il destinatario, si poteva evitare per chiari motivi di opportunità. È la lettera con cui si propone a Loris di presentarsi alla "Futura", la Sas di casa Logli che era intestata a Roberta, per il rinnovo e altre pratiche.
Per gli inquirenti nella missiva, normale amministrazione schedata dai pc e inviata a tutti i clienti ma sul cui destinatario forse si sarebbe dovuta prestare più attenzione, era possibile intravedere la ricerca di un contatto per eventuali pressioni. Da qui il sospetto, come ha sottolineato il procuratore capo, Ugo Adinolfi, in più di una occasione, di «possibili offerte di danaro in cambio del silenzio».
Pedinamento. E non sarebbe tutto. Una persona avrebbe seguito insistentemente e pare anche fotografato, a marzo, il giovane vicino di casa di Antonio, il giostraio che vive con la sua famiglia - moglie, suocera e tre figli - proprio in via Gigli, punto a cui più volte portano le indagini su quella notte.
Una presenza insistente che il giovane avrebbe fatto presente agli inquirenti finché l'elemento in questione non sarebbe stato bloccato. E ancora ci sarebbero state persone che si sarebbero informate più volte, nella primavera del 2012, sulle condizioni economiche della famiglia Gozi, attraverso amici e familiari di quest'ultima. Particolari non sarebbero stati trascurati dagli investigatori.
Il testimone. Infine c'è la nuova dichiarazione di Loris, rilasciata all'emittente locale 50 Canale, con altre precisazioni e nuovi particolari sulle visite ricevute a casa il giorno dopo la scomparsa di Roberta Ragusa. Logli non sarebbe stato solo quando, come ha sempre detto il giostraio, si presentò due volte dai Gozi il giorno dopo la sparizione di Roberta, parlando col giostraio, sua suocera e sua moglie, Anita Gombi: al mattino, con una vecchia foto della donna, e al pomeriggio, chiedendo se l'avessero vista, perché era caduta dalle scale e aveva perso la memoria, un ritornello che verrà ripetuto a tutti in quei giorni indirizzando verso una scomparsa volontaria o per malore. Quando andò in via Gigli a bussare a casa Gozi, fuori, davanti al cancello, ad attenderlo ci sarebbe stato un uomo che forse lo accompagnava. Secondo il giostraio, questa persona potrebbe presentarsi agli inquirenti confermando se si bussò solo a quella porta, come risulterebbe dalle indagini, o anche a quelle di altri abitanti della strada, come sosterrebbe l'indagato, il quale ha detto più volte di aver chiesto in giro ma non ai Gozi. A Loris sono state mostrate diverse foto, ma lui non avrebbe riconosciuto nessuno dei volti a lui sottoposti.
L’appello. Il giostraio rivolge quindi svariati appelli. Il primo all'accompagnatore, perché racconti quel che sa. Il secondo ed ennesimo a chi può aver visto qualcosa quella notte in via Gigli, dove lui riconosce la prima volta, rientrando a casa, proprio Antonio, mentre non è sicuro sull'identità dell'uomo e della donna che vede litigare furiosamente nel buio la seconda volta, venti minuti dopo, avendo solo ipotizzato, per averlo visto poco prima, che si trattasse di Logli con Roberta. Bene, se una coppia ha litigato quella notte in via Gigli non può esser passata indenne al battage mediatico e dovrebbe farsi avanti se si riconosce nei due sconosciuti di cui parla Gozi. I primi appelli sono rimasti finora inascoltati, speriamo che gli ultimi abbiano maggior fortuna.
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