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Pisa

Duecento indennizzi per lavori usuranti dati record nel 2012

Duecento indennizzi per lavori usuranti dati record nel 2012

Sono le pratiche seguite dal patronato Epaca di Coldiretti Dall’ernia del contadino alla tendinite della parrucchiera

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PISA. Malattie professionali: in provincia di Pisa più di 200 lavoratori – un vero e proprio record – sono riusciti nel solo 2012 a dimostrare che le patologie manifestate nel corso degli anni sono state causate dal lavoro. 76 invece le rendite, che comportano il riconoscimento di un vitalizio che prevede il pagamento di una “pensione” mensile erogata dall’Inail, esentasse.

Tra chi ha ottenuto l’indennizzo ci sono, per esempio, una commessa di un supermercato (3.500 euro) che è riuscita a dimostrare il collegamento con la sua sindrome del tunnel carpale, la tendinopatia della spalla di una parrucchiera (7.500 euro) e una patologia della colonna vertebrale di un infermiere (9.000 euro).

Ma ci sono anche gli agricoltori che si sono visti riconoscere malattie causate da esposizione a sostanze dannose o radiazioni solari per le lavorazioni svolte prevalentemente all’aperto. Oppure, ancora tra le malattie più diffuse per chi lavora nel comparto dell’agricoltura, l’ernia discale lombare provocata da lavorazioni svolte principalmente con macchine che espongono a vibrazioni trasmesse a tutto il corpo come trattori, mietitrebbia, vendemmiatrice semovente.

Queste sono solo alcune delle malattie professionali più comuni insieme a tendiniti e sindrome del tunnel carpale, allergie, dermatiti, che possono essere indennizzate dall’Inail che il patronato Epaca di Coldiretti (maggiori informazioni sul sito www.pisa.coldiretti.it) è riuscito a far riconoscere.

«Il riconoscimento della malattia professionale – spiega Maria Chiara Lorenzini, responsabile provinciale dell’Epaca – comporta il conseguente indennizzo economico da parte dell’Inail sia come indennità di temporanea sia come danno biologico o rendita, oltre all’erogazione delle necessarie cure mediche riabilitative».

Per gli autonomi, in ogni caso, le prestazioni economiche e sanitarie sono condizionate alla regolare iscrizione negli elenchi Inps e, per i titolari di azienda, anche al regolare versamento della contribuzione Inail.

Le malattie di origine professionale riconosciute dalla legge sono elencate in una apposita tabella e sono associate a una o più attività o lavorazioni.

«Se la malattia denunciata rientra in questo elenco – spiega ancora Lorenzini – il lavoratore, per vedersi riconoscere il relativo indennizzo, deve solo dimostrare di aver svolto in modo non occasionale una delle attività che in base alla tabella espongono al rischio di quella malattia. Sono comunque indennizzabili dall’Inail anche le malattie non presenti nella tabella di legge. In tal caso, però, il lavoratore deve dimostrarne l’origine lavorativa, vale a dire che la malattia si è verificata a causa e nell’esercizio del lavoro svolto».

Ecco entrare in gioco il patronato Epaca con la sua rete di uffici dislocati a livello provinciale e la sua task force di esperti.

«Data la complessità della materia e le possibili ricadute per le aziende (applicazione della rivalsa Inail) è necessario – consiglia la responsabile provinciale – che, in caso di sospetta malattia professionale, gli interessati prendano contatto tempestivamente con i nostri uffici. Forniremo gratis tutta l’assistenza, provvedendo in primo luogo ad inviare tempestivamente il primo certificato medico all’Inail, al fine di evitare la perdita dei benefici economici. Non solo. Tale tutela è anche da valutare nel caso in cui il medico del lavoro aziendale proceda alla compilazione del certificato di riconoscimento di malattia professionale che avvia l’iter presso l’Inail».

«Epaca – conclude Lorenzini – oltre alla prima valutazione, tutela anche la fase di ricorso, in caso appunto di respingimento della istanza da parte dell’istituto».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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