Sicurezza
Selex, sindaco e deputati in aiuto dei lavoratori
PISA. Le istituzioni si stringono attorno ai 43 dipendenti della Selex, la controllata di Finmeccanica attiva nel settore delle comunicazioni civili e militari che ha annunciato la chiusura, entro l'a...
PISA. Le istituzioni si stringono attorno ai 43 dipendenti della Selex, la controllata di Finmeccanica attiva nel settore delle comunicazioni civili e militari che ha annunciato la chiusura, entro l'anno, delle due sedi pisane dell'azienda e il trasferimento a Campi Bisenzio dei lavoratori nell'ambito di un piano di ristrutturazione che prevede un forte dimagrimento della forza lavoro con 1.900 esuberi (di cui 800 prepensionamenti e 1.100 dipendenti in cassa integrazione a zero ore) su tutto il territorio nazionale e la chiusura di molte sedi.
Ieri il sindaco Marco Filippeschi, l'onorevole Paolo Fontanelli, la senatrice Maria Grazia Gatti, Maria Luisa Chincarini, consigliere regionale, Anna Romei, assessore provinciale al lavoro, Giuseppe Forte, assessore comunale alle attività produttive, insieme al segretario provinciale della Fiom Marcello Franchi, hanno incontrato i lavoratori nella sede di Ospedaletto, attiva, come quella di via Montanelli, in ricerca e sviluppo software.
Smantellamento di attività ad elevata tecnologia, perdita dell'occupazione femminile (che a Pisa rappresenta il 45%) e il possibile demansionamento dei lavoratori in seguito al trasferimento, con relativo spostamento delle loro attività al di fuori della Toscana, sono i punti più critici individuati nel corso dell'incontro. Filippeschi ha promesso il massimo impegno per scongiurare «la chiusura ingiustificata delle sedi pisane e il trasferimento dei lavoratori» chiedendo la permanenza a Pisa dell'azienda «perché l'innovazione e la tecnologia sono settori importanti che vogliamo mantenere e sviluppare» mentre i parlamentari del Pd Fontanelli e Gatti hanno annunciato di aver depositato due interrogazioni alla Camera e al Senato «per avere chiarimenti sulle intenzioni di Finmeccanica» sottolineando che «il nostro territorio deve fare squadra per non perdere un'azienda e lavoratori di altissimo livello».
«Il rischio – aggiunge Chincarini - è che dietro la scusa dei trasferimenti ci sia un pretesto per mettere in difficoltà i lavoratori e licenziarli». Secondo Danilo Petrolino, rappresentante dei lavoratori, «l'operazione non produrrà effetti positivi per l'azienda e si configura come un licenziamento implicito per molti lavoratori. La nostra proposta – conclude Petrolino – è di far confluire i 15 lavoratori della sede di via Montanelli in quella di Ospedaletto con un risparmio minimo ma reale».
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