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Più attenzione e aiuti alle famiglie bisognose

PISA. Ecco le risposte che Mario Biasci ha dato alle domande del Tirreno. 1) «Sono tante le misure che ritengo prioritarie, ma il pacchetto relativo a sicurezza, sviluppo e solidarietà è tra il...

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PISA. Ecco le risposte che Mario Biasci ha dato alle domande del Tirreno.

1) «Sono tante le misure che ritengo prioritarie, ma il pacchetto relativo a sicurezza, sviluppo e solidarietà è tra il principale: ormai la Caritas ha mense piene di italiani, più che di stranieri. Il Comune si sciacqua la bocca con il sociale, ma paghiamo quelle strutture con i soldi dei cattolici. Vorrei una maggiore presenza pubblica a favore dei bisognosi».

2) «Non dico che certe cose non andavano fatte, ma invece delle grandi opere non era meglio sistemare i marciapiedi? O illuminare i vicoli dove si spaccia e persino la polizia ha paura di entrare? Senza aggiungere cemento, ma aggiustando quello che c’è, si crea lavoro, si favorisce il ritorno del commercio e si ottiene il controllo della città: la presenza delle persone è uno stop all’insicurezza. Ho proposto una commissione speciale contro il degrado e per dare a tutti la possibilità di una vita serena».

3) «Il discorso sul litorale è strettamente legato a quello del turismo: come esempio del primo, cito la Vettola che non ha un marciapiede; mentre sull’altro versante ricordo la vergogna di via Pietrasantina, primo impatto visivo di milioni di visitatori ogni anno. Gli oneri di urbanizzazione sono stati utilizzati per sanare il bilancio, non per la manutenzione. La sintesi dei risultati è la piazza di Tirrenia piena di abusivi, mentre al terminal dei bus per la Torre vogliono mandare i commercianti regolari».

4) «Mi interessa più il voto di lista che l’affermazione del candidato sindaco. La lista “Avvenire per Pisa” è formata da soli esponenti della società civile che non hanno rapporti con i partiti e vogliono solo dare una mano alla città. Detto da me, politico di professione, può sembrare strano; ma io mi metterò da parte e ho accettato la candidatura perché da un punto di vista burocratico era necessaria per presentare la lista. Vorrei che in consiglio ne entrassero tanti dei miei, per tornare a valorizzare le persone e la dignità». ©RIPRODUZIONE RISERVATA

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