Il Tirreno

Pisa

Bagni in vendita, il Comune fa il prezzo

di Francesco Loi
Bagni in vendita, il Comune fa il prezzo

Approvati i criteri per cedere i diritti di superficie. Gli stabilimenti balneari: un modo per difendere i nostri investimenti

4 MINUTI DI LETTURA





PISA. Ancora un passo avanti del piano anti-Bolkestein. La giunta, in una delle ultime sedute di questa legislatura, ha votato una delibera in cui si approvano i criteri per stabilire il valore delle proprietà comunali all’interno degli stabilimenti balneari: dai semplici terreni alle costruzioni (bar, ristoranti, chalet, servizi per la balneazione). Dal 2016 per effetto della direttiva comunitaria Bolkestein (apertura alla libera concorrenza dei servizi su suolo pubblico) le aree demaniali, in pratica le spiagge, dovranno essere riassegnate attraverso aste pubbliche (ora si procede per rinnovi automatici ogni dieci anni). Sugli arenili di Marina, Tirrenia e Calambrone potrebbero dunque lanciarsi colossi alberghieri o tour operator con offerte superiori alle possibilità degli attuali gestori dei bagni, in larga parte aziende a conduzione familiare.

Mano tesa. La proposta del Comune è quindi quella di vendere subito il diritto di superficie della parte comunale, spesso molto ampia (e per una durata compresa tra 30 e 50 anni), dando ai balneari la possibilità di “difendere” gli investimenti fatti nel corso degli anni. Gli eventuali concorrenti potrebbero infatti essere meno interessati a comprare qualcosa che non può essere tutto di loro proprietà e in ogni caso sarebbero costretti a comprare o affittare dagli attuali locatari spazi fondamentali di uno stabilimento (come quelli del parcheggio, del bar-ristorante, degli chalet o delle cabine) che si trovano su aree comunali.

Fondi per il Piuss. Palazzo Gambacorti ha anche una sua convenienza, visto che in questo modo avrebbe un introito importante (stimato fino a 10 milioni di euro), che andrebbe a costituire una parte essenziale delle risorse per realizzare un Piuss del litorale, ovvero un piano di interventi mirati di riqualificazione sulla costa. Una condizione: l’alienazione del diritto di superficie sarebbe possibile solo per coloro che abbiano presentato un progetto di qualificazione della propria struttura, subordinando poi l’effettiva cessione all’approvazione dello stesso progetto da parte della conferenza dei servizi.

Ok dalla Confesercenti. «La cessione del diritto di superficie può essere un passo fondamentale per dare certezze agli stabilimenti ancora alle prese con la questione Bolkestein». A parlare è Alessandro Cordoni, presidente della Confesercenti del litorale. «Tra l’altro la conformazione del nostro litorale - spiega Cordoni - fa sì che moltissimi stabilimenti abbiano un’ampia parte comunale prima di quella demaniale: potremmo quindi avere un paracadute nel caso malaugurato si andasse all’asta».

Case in affitto. Attualmente il Comune dà in locazione questi spazi con un contratto che scade nel 2022. La delibera della giunta arriverà sul tavolo delle associazioni per un esame dettagliato. «Siamo d’accordo sull’impostazione - dice Cordoni - ma ci sono alcuni dettagli da limare. Anzitutto i parametri utilizzati per i valori delle case che affittiamo: non possono essere parificati a quelle delle abitazioni del litorale, visto che le nostre strutture hanno una possibilità di locazione legata solo all’apertura dello stabilimento. Siamo sicuri che troveremo una sintesi nell’interesse di tutti, compresa l’amministrazione che si troverà denaro fresco».

Confcommercio: sì al dialogo. «E’ un passaggio che noi balneari chiedevamo da tempo», è il commento di Fabrizio Fontani (Sib Confcommercio), che sottolinea due elementi: «Il primo: nella delibera vengono definiti con chiarezza i criteri di stima. Il secondo: l’apertura di un confronto con i gestori degli stabilimenti per verificare la fattibilità economica, in modo che questo processo di alienazione sia vantaggioso per l’amministrazione comunale, ma al contempo sostenibile da parte degli imprenditori balneari». I quali, aggiunge Fontani, «si sono assunti con grande senso di responsabilità l’impegno di presentare progetti di riqualificazione con la previsione espressa di un termine perentorio di completamento dei lavori stessi».

Mix pubblico-privato. «I benefici ricadranno sull’intera città», dice ancora Fontani. «Noi per primi chiediamo fortemente che i soldi eventualmente incamerati dall’amministrazione comunale siano spesi per una complessiva riqualificazione del litorale, dai parcheggi alla viabilità, dal potenziamento dei servizi al miglioramento degli arredi urbani». Federico Pieragnoli, direttore di Confcommercio, conclude: «Piena approvazione a questo progetto, che coinvolge e valorizza le piccole e medie imprese del territorio, in questo caso gli stabilimenti balneari, avviando un percorso virtuoso di sviluppo e crescita attraverso un giusto mix tra intervento pubblico, certezza delle norme e capitali privati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze