Gioco
Il prefetto: «Manteniamo viva la memoria delle vittime del terrorismo»
Tagliente è intervenuto alla cerimonia organizzata dal Comune insieme ai rappresentanti di polizia, carabinieri e degli enti locali
«La Repubblica riconosce il 9 maggio, anniversario dell'uccisione di Aldo Moro, come “Giorno della memoria”, al fine di ricordare tutte le vittime del terrorismo, interno e internazionale, e delle stragi di tale matrice. Questa è la disposizione, contenuta nella legge del 4 maggio 2007, con la quale il legislatore ha voluto scongiurare il rischio che venga rimossa quella sconvolgente esperienza vissuta dal Paese e che ha provocato lutti e dolore in tante nostre famiglie, in un arco temporale, peraltro, molto lungo».
Con queste parole il prefetto Francesco Tagliente (nella foto) ha aperto il suo intervento alla cerimonia commemorativa organizzata nei giorni scorsi dal Comune di Pisa davanti al monumento "Pensieri e presenze di pace" in viale delle Piagge.
«Purtroppo - ha proseguito il prefetto - il nostro Paese e molte famiglie hanno dovuto confrontarsi per decenni con il fenomeno terroristico. Il territorio italiano è stato, infatti, per molti anni teatro del fuoco incrociato delle diverse trame eversive, provenienti da ambienti estremisti di destra e di sinistra, fino al periodo buio degli attentati compiuti dalle Brigate Rosse, sfociati nell'uccisione dell'onorevole Aldo Moro il 9 maggio del 1978».
«Questa giornata - ha aggiunto - ci offre l'opportunità di dimostrare la vicinanza, personale e istituzionale, anche ai familiari di coloro che hanno perso la vita in quella catena del terrore che ha colpito insanguinando l'Italia. Vogliamo ricordare anche tutti i militari e i civili caduti nelle missioni che hanno visto il nostro Paese impegnato a sostegno della pace e contro il terrorismo nelle diverse aree di crisi, come il Kosovo, l'Afghanistan, l'Iraq, fatti orribili che hanno raggiunto il culmine con i massacri di Nassiriya».
Tagliente ha proseguito dicendo che il “Giorno della memoria” deve essere anche un'occasione per far partire un segnale di speranza e determinazione, perché coltivare e onorare la memoria delle vittime offra lo spunto ad una riflessione collettiva sul terrorismo e sullo stragismo mafioso, condizione indispensabile, in uno Stato democratico come il nostro, perché si rinnovi e si riaffermi quella coesione umana, morale e civile, che rappresenta il fondamento di ogni convivenza democratica e pacifica.
«Mantenere "viva" la memoria delle vittime del terrorismo - ha affermato a conclusione del suo intervento il prefetto - significa alimentare il senso dello Stato per il quale quelle vite stesse sono state sacrificate».
Alla cerimonia, oltre al sindaco Marco Filippeschi, hanno preso la parola il presidente del Tribunale Salvatore Laganà e quello del consiglio comunale Titina Maccioni.
A conclusione degli interventi istituzionali il sindaco e il prefetto - alla presenza del vicario del questore Fabio Cilona, del tenente colonnello Gianni Fedeli del comando provinciale dei carabinieri e dei presidenti dei consigli provinciale e comunale Consuelo Arrighi e Titina Macccioni - hanno piantato un albero di ulivo, simbolo della pace.
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