Il Tirreno

Pisa

Scolmatore, i lavori sono stati interrotti

di Daniele Benvenuti
Scolmatore, i lavori sono stati interrotti

Allarme per l’acqua nera, l’Autorità Portuale di Livorno: «Nessuna traccia di inquinamento». Lunedì un sopralluogo

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PISA. Tutta quell’acqua scura, quella melma uscita a fiotti sulla sponda dello Scolmatore aveva messo in allarme bagnanti e operatori turistici. Ora il Comune rassicura («non c’è traccia di inquinamento»), ma intanto annuncia l’interruzione da ieri dei lavori in corso per le porte vinciane. In attesa di ulteriori verifiche. Lunedì è già fissato un sopralluogo in base al quale si deciderà come procedere. L’allarme era scattato appunto per l’acqua nera mista a melma tirata fuori dalla draga in azione sul canale. «I controlli effettuati in mare - spiega Palazzo Gambacorti - non hanno registrato alcun segnale di inquinamento. E l’Autorità portuale fa sapere che sotto il ponte sono stati collocati, per precauzione, panni assorbenti per intercettare sostanze volatili inquinanti, di cui al momento non c’è traccia». Lunedì poi si farà il punto. Intanto si sono mossi gli stabilimenti balneari di Calambrone, preoccupati per quanto stava accadendo. Ieri hanno incontrato il sindaco Marco Filippeschi e il presidente del Parco Fabrizio Manfredi, che erano in contatto con l’Autorità Portuale di Livorno, soggetto titolare dell’intervento. «Sembra per fortuna che l’allarme sia rientrato - spiega Enrico Fontani, presidente del sindacato dei balneari Sib - anche se rimane la mancata informazione. Nessuno infatti a Pisa sapeva di questo intervento, a cominciare dagli stabilimenti balneari. Immaginate voi la reazione degli operatori alla vista di quel liquido nero scaricato a pochi metri dalla foce, proprio all’inizio della stagione estiva». Fontani tranquillizza i colleghi: «Effettivamente si tratta di sabbia scura che alla fine si sedimenterà dove viene scaricata. Il rischio che arrivi al mare è legato solo a una piena dello Scolmatore, poco probabile in questa stagione. Resta il fatto che un simile intervento doveva essere annunciato per tempo, soprattutto a chi lavora a pochi metri dallo Scolmatore».

La stessa Autorità portuale di Livorno aveva cercato di tranquillizzare gli operatori infuriati. «Tutto autorizzato dalla Provincia di Pisa - avevano detto i responsabili dell’Autorità -, ente competente per il bacino idrico, tutto in regola. L’intervento deriva da accordi firmati nel luglio 2011 in base ai quali siamo riusciti a riattivare l’uso delle porte vinciane tra lo Scolmatore e la Darsena Toscana. Nel protocollo si prevede la piena agibilità delle porte, ma anche che si mantenga la profondità necessaria alla navigazione nel canale trasversale che collega l’uscita dei Navicelli con la Darsena Toscana (dove avviene il dragaggio, ndr)». Ed ecco spiegato l’intervento per riportare la profondità a tre metri e mezzo, dopo che si era ridotta a un metro scarso. Dall’Autorità portuale anche la spiegazione sul tipo di materiale dei fondali, «che ristagna in un ambiente senza ossigeno che produce il proliferare di batteri e microorganismi. Sono questi che provocano lo scurirsi di sabbia, ma non c’è nessun inquinamento». Rimane sicuramente un impatto visivo negativo, come rimarca il direttore di Confcommercio Federico Pieragnoli: «E’ inaccettabile che questi lavori siano stati autorizzati proprio all’inizio della stagione estiva».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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