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Pisa

«Inceneritore, la chiusura è impossibile»

«Inceneritore, la chiusura è impossibile»

La Provincia: «Sarebbe emergenza spazzatura». Emissioni oltre i limiti: all’attacco sinistra, Cobas e grillini

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PISA. L’inceneritore di Ospedaletto non può essere chiuso. Almeno per ora, pena l’emergenza rifiuti. Lo dice senza mezzi termini Valter Picchi, assessore provinciale all’Ambiente, il giorno dopo lo spegnimento della linea 2 dell’impianto a causa delle emissioni di diossina oltre i limiti (un episodio analogo era accaduto nel 2011).

«Il piano interprovinciale dei rifiuti Pisa, Lucca, Livorno e Massa Carrara - afferma Picchi - contiene la previsione di una cessazione dell'attività dell'inceneritore, ma in un orizzonte di lungo periodo: i primi anni Venti. Inoltre, perché quella previsione diventi sostanziale, il piano dev'essere approvato collegialmente da tutti i quattro consigli provinciali (dal commissario per Massa Carrara). E in ogni caso una chiusura prima di quella scadenza non è ipotizzabile, essendo il sito funzionale alle esigenze di smaltimento del territorio. Esigenze che, se non soddisfatte, determinerebbero una situazione d'emergenza».

Quanto al problema diossina segnalato dall’Arpat, Picchi aggiunge: «In base ai risultati delle analisi fornite nei giorni scorsi da Arpat Livorno, si è provveduto a chiudere la linea 2 dell'inceneritore. E chiusa resterà sicuramente per qualche giorno: il tempo necessario a fare ulteriori approfondimenti, immediatamente avviati e ora in corso, atti a stabilire, anche incrociando i nuovi dati con quelli delle ultime verifiche, risalenti a inizio anno e riportanti valori al di sotto della soglia-limite, se quell’impianto abbia bisogno o meno di manutenzioni particolari. In caso negativo l'operatività della linea 2 riprenderà regolarmente; in caso positivo, va da sé che la sospensione dovrebbe essere protratta. Peraltro, cogliendo l'occasione dei controlli in atto sulla linea 2, se ne sono avviati di analoghi sulla linea 1: un intervento semplicemente cautelativo, ma che si è ritenuto doveroso».

Sulle verifiche tecniche si sofferma anche Paolo Marconcini, presidente di Geofor, società che cura lo smaltimento dei rifiuti: «Giovedì siamo stati contattati telefonicamente dagli uffici della Provincia, che ci ha informato dei risultati non ancora ufficiali delle analisi Arpat, effettuate durante la verifica del 17 aprile. Alle 16.30 abbiamo deciso di sospendere immediatamente l'alimentazione della linea 2, che ha esaurito il combustibile presente attorno alle ore 19. Di fatto quella linea è stata immediatamente spenta. Stiamo attendendo l'esito delle nostre analisi fatte il 23 aprile e anche le analisi di campionamento in continuo, per chiarire e identificare il problema. Poi provvederemo ai lavori di manutenzione necessaria, compresa la sostituzione, già prevista nel ciclo della manutenzione della linea, dei nuovi filtri a manica».

La vicenda diossina è diventata terreno di scontro politico. Rifondazione e la lista Una città in comune, che candidano Ciccio Auletta alla carica di sindaco, attaccano: «Chiediamo da tempo la chiusura dell'inceneritore di Ospedaletto e soprattutto chiediamo che le risorse ingenti destinate ad una inutile ristrutturazione siano invece utilizzate per una strategia efficiente che metta al primo posto la riduzione dei rifiuti, la raccolta differenziata e il riciclo dei materiali». Analoga richiesta arriva dai Cobas, mentre Valeria Antoni, candidata sindaco dei grillini, afferma: «L'unica strada da perseguire in futuro, nell'ottica della sostenibilità, è l'implementazione della raccolta differenziata dei rifiuti, porta a porta, con tariffazione puntuale e la dismissione dell'impianto di Ospedaletto una volta raggiunte alte percentuali di differenziata».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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