Il Tirreno

Pisa

accuse al governo tunisino

Dirigente di Africa Insieme aggredito in piazza Stazione

PISA. Mercoledì sera, Moez Chamkhi, militante del Fronte popolare tunisino, coalizione di partiti di sinistra attualmente all'opposizione del governo tunisino formato in maggioranza dal partito di...

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PISA. Mercoledì sera, Moez Chamkhi, militante del Fronte popolare tunisino, coalizione di partiti di sinistra attualmente all'opposizione del governo tunisino formato in maggioranza dal partito di orientamento islamista Ennahda, ha subìto un’aggressione nei pressi della stazione di Pisa da parte di alcuni connazionali che sarebbero vicini «al partito che oggi governa la Tunisia». Erano all'incirca le 21.30 quando Chamkhi «si stava dirigendo verso un bar nella zona della stazione – racconta su facebook la sezione italiana del Fronte popolare tunisino -. Pochi metri dopo essere sceso dall'auto, è stato colpito al volto da un suo connazionale che si è diretto verso di lui senza pronunciare una parola. Dopo essere stato colpito, Chamkhi (che avrebbe riconosciuto l'aggressore, nda) ha perso conoscenza ed è caduto. Si è risvegliato poco dopo mentre continuava ad essere picchiato con calci e pugni. Un gruppo di tunisini si è disposto in cerchio intorno ai due in modo che nessuno vedesse cosa stava succedendo».

Chamkhi, 32 anni, sposato con una ragazza italiana, è stato poi trasportato all'ospedale di Cisanello con il volto tumefatto e la sospetta frattura di alcune costole. «Dopo essere stato oggetto di accuse infamanti da parte di altri connazionali vicini al governo tunisino e al partito islamista, accusato di essere un “comunista ateo e infedele”, Chamkhi è stato aggredito e picchiato, così come capitava ai militanti, Chamkhi compreso, sotto la dittatura di Ben Ali, a causa della sua attività politica», continua il Fronte, che combatte per costruire un Paese “laico e civile”.

«Questi sono metodi, di nuovo, di una dittatura – prosegue il Fronte -: ci chiediamo fino a che punto si debba arrivare, anche in Italia, per condannare chi fa parte di questi gruppi violenti e di stampo fascista che stanno crescendo sempre di più, forti delle continue “visite” in Italia di esponenti legati al governo tunisino». E una di queste “visite” si terrà proprio a Pisa probabilmente il prossimo 18 maggio. AfricaInsieme, di cui Chamkhi è dirigente e volontario, e Rebeldìa chiedono che «si faccia piena luce sull'episodio». «Si è trattato di una vera e propria aggressione “a freddo” - si legge in una nota -. In Tunisia i partiti di governo stanno imprimendo una deriva islamista al paese e cercano di liquidare le conquiste della “Rivoluzione dei gelsomini”.

Danilo Renzullo

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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