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Tunisino picchiato da connazionali

Tunisino picchiato da connazionali

E’ un esponente del Fronte popolare e del cartello di associazioni Rebeldìa, forse l’aggressione ha una matrice politica

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Picchiato da alcuni connazionali a Pisa, un'aggressione che potrebbe avere anche una matrice politica: la vittima è un tunisino, Moez Chamkhi, esponente in Italia dove risiede da tempo, del Fronte popolare tunisino, coalizione di partiti di sinistra all'opposizione.

A ipotizzare la matrice politica è stato lo stesso Chamkhi che non ha ancora formalizzato la denuncia alla polizia. Sull'episodio è intervenuta anche Africa insieme, associazione impegnata con i migranti e con la quale la vittima collabora. Da quanto spiegato, l'aggressione è avvenuta mercoledì sera nei pressi della stazione ferroviaria di Pisa.

Ad agire un gruppo di connazionali della vittima: Chamkhi, che è anche attivista della rete associativa di Pisa Rebeldìa, ne avrebbe riconosciuto uno in particolare. Del caso è stata informata la Digos che ha invitato il tunisino a sporgere denuncia.

«Il Fronte popolare tunisino - spiega una nota di Africa Insieme - è la coalizione di partiti di sinistra alla quale apparteneva anche Chokri Belaid, assassinato il 6 febbraio scorso. In Tunisia la violenza di matrice politica è all'ordine del giorno, e colpisce sindacalisti, dirigenti del Fronte popolare, studenti impegnati nei movimenti universitari. I partiti di Governo stanno imprimendo una deriva islamista al Paese, e cercano di liquidare le conquiste della “Rivoluzione dei Gelsomini”: assieme alla laicità dello Stato, vengono messi in discussione i diritti sociali e civili, si promuovono privatizzazioni selvagge, e si attaccano i diritti dei lavoratori. Chi si oppone a questa svolta autoritaria e conservatrice è da mesi vittima di minacce, intimidazioni e veri e propri attacchi di matrice squadrista. Non sappiamo se l'aggressione a Chamkhi si inserisca in questo quadro di intimidazioni e violenze, ma se così fosse saremmo di fronte a un salto di qualità preoccupante: sarebbe uno dei primi episodi di violenza politica al di fuori del territorio della Tunisia, nella diaspora degli immigrati».

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di Redazione Pisa