Sicurezza
Servono fondali per gli yacht
I lavori legati al passaggio dei panfili dai Navicelli al porto
PISA. «Il demanio idraulico è di competenza della Provincia di Pisa, noi in questo caso lavoriamo per altri ma lo facciamo volentieri perché grazie a ciò teniamo chiuse le Porte Vinciane», dice Giovanni Motta dirigente dell’Autorità Portuale. Il nocciolo dell’intervento in corso in questi giorni allo Scolmatore sta tutto ancora una volta lì, nelle famigerate Porte Vinciane, quei 50 metri quadrati tra Scolmatore e porto sconosciute anche a Google Map, ma così strategiche nell’economia del territorio e capaci di dividere gli interessi di Pisa e quelli di Livorno, da un lato l’esigenza di garantire ai cantieri degli yacht lungo il Canale dei Navicelli una via d'acqua che faciliti l'arrivo dei panfili fino al mare (e non può essere lo Scolmatore perché alla foce è a profondità quasi zero e c'è di mezzo il ponte del Calambrone). Dall'altro la priorità del porto di evitare l'afflusso di sabbie in Darsena Toscana perché, riducendo la profondità dei fondali, crea problemi di accesso alle grandi portacontainer. E’ dallo Scolmatore, attraverso le Porte vinciane aperte che entravano ogni anno 28mila metri cubi di melma, che alzano il fondale di 70 centimetri all'anno.
L’ultimo accordo, raggiunto nei giorni scorsi, sulla base di un protocollo del 2011, prevede la chiusura costante delle porte (che si aprono due volte al giorno in corrispondenza dell’apertura del ponte) ma anche la piena navigabilità dei Navicelli e del canale sottomarino che li unisce al porto.
Quel canale, si sa bene in Autorità Portuale, è destinato nuovamente ad interrarsi. E infatti sono in programma monitoraggi costanti e si prevedono già nuovi interventi simili a quello in corso. Fino a quando la Provincia di Pisa non armerà la foce dello Scolmatore per trecento metri verso il mare in modo da impedire l’arrivo delle sabbie di Calambrone trasportate dalle correnti all’interno del canale.
(g.c.)
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