La manifestazione
Hack: «Laurea, abolire il valore legale»
PISA. «Le nostre università sono migliori di quello che si dice, ma sarebbe meglio togliere valore legale alla laurea per evitare che gli atenei siano affollati da studenti fuori corso a caccia solo...
PISA. «Le nostre università sono migliori di quello che si dice, ma sarebbe meglio togliere valore legale alla laurea per evitare che gli atenei siano affollati da studenti fuori corso a caccia solo del pezzo di carta».
Lo ha detto l'astrofisica Margherita Hack durante gli Open Day della ricerca di Pisa, partecipando ai Dialoghi dell'Espresso in videoconferenza da Trieste.
«Occorre creare un rapporto sempre più stretto tra docenti e discenti – ha spiegato Hack – per agevolare chi sta nelle università perché ha realmente voglia di studiare. Togliere valore legale alla laurea aiuterebbe quindi a sfoltire gli atenei da coloro che restano iscritti per decenni per ottenere un titolo di studio, senza avere un reale interesse allo studio e alla ricerca».
Renato Soru di Tiscali ha dichiarato che «in Italia non si produce nulla, siamo diventati solo consumatori, ma di consumo e basta non si vive. È possibile produrre tecnologie e non solo accompagnare persone in spiaggia e a vedere il lavoro di 500 anni fa. L'informatica è nata qui a Pisa e l'abbiamo vissuta da protagonisti, ma negli ultimi vent'anni sul web siamo diventati solo consumatori passivi, non siamo riusciti a costruire nulla. Qualunque cosa facciamo dalla ricerca, alla socializzazione, alla condivisione di contenuti la facciamo con un nome straniero che non ha creato neppure un'ora di lavoro in Italia, che non ci riguarda e che ci vede solo come consumatori passivi. Il lavoro oggi nasce dall'innovazione, dalla ricerca, dalla capacità quasi ossessiva di sapere di più e restituire a tutti questo sapere».
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