Il Tirreno

Pisa

Corse truccate e cavalli dopati chiesto il processo per Bellei

di Pietro Barghigiani
Corse truccate e cavalli dopati chiesto il processo per Bellei

La Procura vuole il giudizio anche per altri quindici indagati tra allevatori e driver dell’ippica Contestata l’associazione a delinquere finalizzata a falsare le gare con vincite da 15mila a 30mila euro

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PISA. Li accusano di aver costituito un’organizzazione per falsare i risultati delle corse ippiche e passare all’incasso portandosi a casa somme variabili dai 15 ai 30mila euro. È un’inchiesta aperta da anni e che per competenza territoriale non ha mai trovato un Tribunale in cui iniziare un processo. Ora la Procura della Repubblica di Potenza chiede il rinvio a giudizio di 16 persone, tra driver, allevatori e imprenditori, a cui viene contestato il reato di frode sportiva, falsità in certificazioni e maltrattamenti di animali con l’aggravante dell’associazione a delinquere. L’udienza preliminare è fissata per il 24 settembre.

Verso il processo. Tra i nomi eccellenti ci sono quelli di Enrico Bellei, 50 anni, l’imperatore del trotto italiano, residente a Montecatini, ma di fatto domiciliato ad Arena Metato; Pier Marino Ardenti, 66 anni, di Santa Margherita (Capannori), ex titolare di una nota concessionaria di Lido di Camaiore; Klaus Holger Elhert, 49 anni, allevatore tedesco di San Giuliano Terme; Claus Ernst Hollmann, 47 anni, altro allevatore, residente a Vecchiano.

L’inchiesta. L'operazione nasce nel 2006 come costola di una vecchia indagine aperta dalla Procura potentina condotta all'epoca dal pm John Woodcock sull'erede di casa Savoia, Vittorio Emanuele, nel ruolo di vittima di una truffa architettata da personaggi residenti in Versilia (di qui il trasferimento del fascicolo al Tribunale di Lucca) sull'acquisto di case, ville e auto da aste giudiziarie a prezzi di favore. Dalle intercettazioni telefoniche di quella indagine gli inquirenti ritennero di aver capito come venivano, in parte, reinvestiti i proventi dell'attività truffaldina: nelle gare ippiche truccate. Nel dicembre 2008 ci fu il blitz della polizia con decine di perquisizioni tra case, maneggi e ippodromi.

Da Lucca a Potenza. Il gup del Tribunale di Lucca ha, però, pronunciato una sentenza di incompetenza territoriale rimandando gli atti a Potenza. Non perché la contestazione del reato più grave si fosse consumata nel capoluogo lucano, ma perché non avendo individuato il luogo con certezza la procedura prevede che il fascicolo vada alla Procura che per prima ha aperto le indagini.

Le accuse. Otto corse tris truccate, trottatori dopati, oltre una ventina, poi scese a sedici, le persone accusate di associazione a delinquere aggravata con relativa richiesta di rinvio a giudizio. Secondo l’accusa al vertice dell’organizzazione ci sarebbero Bellei, il miglior driver del nostro trotto, l’allevatore Elhert e l’ex commerciante di auto, Ardenti ritenuto «responsabile finanziario della gestione e dell'effettuazione delle scommesse illecite, materialmente proibite agli addetti ai lavori e il destinatario di informazioni relative agli illeciti accordi con allevatori, allenatori e guidatori di cavalli, volti a predeterminare illegalmente il loro ordine di arrivo nelle competizione ippiche». Hlhert e Bellei, stando al capo di imputazione, «programmavano le linee guida dell’attività criminosa, coordinando l’attività dei sodali impartendo precise direttive sulla tenuta dei cavalli da corsa e sulle cure cui andavano sottoposti - con particolare riferimento alla somministrazione di farmaci e sostanze illecite - elaborando, inoltre, gli accordi pre-gara con gli altri driver sullo svolgimento delle corse ippiche fornendo ad Ardenti e agli altri sodali, informazioni utili al conseguimento di ingenti profitti derivanti dalle scommesse».

Le intercettazioni. Le accuse si basano soprattutto sulle migliaia di intercettazioni telefoniche effettuate dal dicembre 2006 al giugno 2007, che per gli investigatori proverebbero l'aggiustamento di 8 tris nelle quali Bellei e altri driver conniventi avrebbero tirato i loro cavalli per favorire l'esito positivo di scommesse illegali effettuate dal gruppo. Lo scenario disegnato dagli inquirenti vede gli indagati intenti a «preordinare uno sleale comportamento di gara dei driver (anche con ricorso alla somministrazione di sostanze dopanti) al fine di raggiungere un risultato che influisse sulle scommesse effettuate da personaggi dell'organizzazione».

Gare nel mirino. Sono 27 le corse finite sotto la lente degli investigatori. E queste le Tris durante le quali sarebbero stati modificati gli esiti di gara: Tris di Firenze del 22 dicembre 2006; Tris di Roma del 17 febbraio 2007; Tris di Padova del 19 febbraio 2007; Tris di Torino del 21 febbraio 2007; Super tris di Torino del 16 maggio 2007; Tris di Bologna del 19 maggio 2007; Supertris di Roma dell’1 giugno 2007; Tris di Modena del 6 e del 27 giugno 2007. Una buona parte del fascicolo è occupata dalle accuse di doping o di somministrazione di sostanze vietate, cui sarebbero stati sottoposti diversi cavalli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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