Il Tirreno

Pisa

«Loris poteva essere comprato»

di Candida Virgone
«Loris poteva essere comprato»

Il procuratore spiega l’incidente probatorio. «Era possibile l’offerta di soldi per cambiare versione»

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PISA. «Qualcuno avrebbe potuto offrire del denaro perché Loris Gozi, il superteste del caso di Roberta Ragusa, cambiasse la sua versione dei fatti».

Lo ha detto il procuratore capo di Pisa, Ugo Adinolfi, a proposito del giallo dell'imprenditrice di Gello di San Giuliano svanita nel nulla a 44 anni la notte fra il 13 e il 14 gennaio dell'anno scorso, quasi sedici mesi fa, e per la cui scomparsa è indagato per omicidio volontario ed occultamento di cadavere il marito, Antonio Logli, 49 anni. Lo ha detto al microfono di "Porta a Porta" (trasmissione di Rai Uno che martedì notte a femminicidi, scomparse misteriose e stragi familiari ha dedicato un'intera puntata) e lo ha ribadito ieri mattina al "Tirreno".

«L'incidente probatorio – ha specificato Adinolfi – si è reso necessario proprio per questo motivo, uno di quelli previsti dall'articolo 392 e che si riferisce alla possibilità di pressioni, minacce o profferte di danaro per tacere la verità. Il giudice che lo ha concesso (Giulio Cesare Cipolletta, ndr), evidentemente, ha ritenuto valide le nostre preoccupazioni. Da parte di chi potrebbe essere pressato Gozi? Non specificatamente dai Logli, ma l'elemento che ha sollevato perplessità è stato proprio il fatto che, il giorno dopo la scomparsa della signora, il marito abbia chiesto informazioni solo a casa dell'uomo che lo colloca, quella notte, fuori casa in un'ora in cui lui ha sempre detto di essere a letto a dormire. Questo ci ha indotto a prendere le opportune precauzioni».

Intanto, mentre alcuni testi dovrebbero essere ascoltati a partire già da oggi, nel giro di una settimana si dovrebbe passare all'ascolto dei familiari e delle persone che gravitano intorno ad Antonio, che resta l'unico sospettato. «Saranno riascoltati i familiari del marito – aggiunge Adinolfi – , la madre, il padre, i figli, e soprattutto l'amante». Si parla di Sara Calzolaio, oggi 29 anni, ex baby sitter dei ragazzi Logli, Alessia, 12 anni a giugno, e Daniele, quasi 17, poi diventata segretaria nell'autoscuola di famiglia, la Futura, una Sas diretta da Roberta con accanto Antonio e il suocero Valdemaro. Infine, sempre stando agli inquirenti, grazie all'intervento dei Ros nell'ultima perquisizione, si stanno esaminando importanti elementi sull'ambiente. Al termine di questi sarà ascoltata Sara, da undici anni ormai legata ad Antonio, mentre sarebbero in arrivo altri e importanti provvedimenti di tipo cautelativo che riguardano proprio l'ambiente. I ragazzi, per i quali è stato nominato dal tribunale, come prevede la legge, un tutore, l'avvocato Stefano Borsacchi, e che, stando a chi li conosce bene e come è prevedibile, stanno soffrendo moltissimo, saranno ascoltati ancora alla presenza di psicologi. Avverrà per ultimo invece il primo e determinante interrogatorio di Logli. Il marito, essendo questo l'unico elemento valido rispetto alle dichiarazioni rese come persona informata dei fatti, potrebbe fornire un'altra verità, per quanto il suo legale, Roberto Cavani, continui a ribadire che Antonio quella notte dormiva, che non è mai stato a casa Gozi il giorno dopo e che non ha mai fatto una prova difensiva in via Gigli per smentire la versione di Loris.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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