Italia
La Provincia vanta crediti per 70 milioni ma non si muove
I consiglieri Cappelli e Gambini (Pdl) attaccano l’ente «Quei soldi servono, ha il debito più alto in Toscana»
PISA. Con 140 milioni di euro di “buco” Pisa è la Provincia più indebitata della Toscana. È quanto sottolineano, analizzando il rendiconto 2012 dell’ente di piazza Vittorio Emanuele II, i consiglieri del Pdl Giacomo Cappelli e Gianluca Gambini. «Un debito - dice Gambini - che arriva da anni di mala gestione. Questa amministrazione lo ha leggermente scalfito, ma rimane comunque un dato impressionante. E non è l’unico». La Provincia vanta crediti per quasi 70 milioni di euro, la maggior parte dei quali da Stato e Regione, ma «inspiegabilmente - continua Gambini - la Provincia non si sta muovendo per riscuoterli. Di questi 70 ben 21 milioni sono crediti che giacciono da più di cinque anni e sono stati aperti contenziosi solo per 6 milioni, mentre le procedure di azione coattiva stanno addirittura a zero».
«La nostra proposta - interviene Cappelli - è che sia effettuata una vigilanza molto più attenta e che si aprano da subito le procedure per rientrare di questi crediti che vantiamo verso altri enti pubblici». Parte del buco di bilancio è poi formato dalla vicenda dei derivati: la Provincia ha investito 84 milioni di euro in titoli che poi, secondo i due esponenti pidiellini, si sono rivelati tossici. In merito è stato aperto un contenzioso, ma il perdurare della causa ha già fatto maturare un debito di 13 milioni di euro. «Per cercare di mettere una pezza sono state aumentate le tasse ai cittadini. A cominciare dall’imposta provinciale sull’Rc auto: la parte destinata alla Provincia è passata in due anni dal 12,5% al 16% raggiungendo il massimo consentito. Si è cercato di fare cassa con le multe per violazione del codice della strada, infatti le entrate su questo fronte sono passate da 4 milioni del 2010 agli 11 milioni del 2012 e questo aumento di entrate sulla pelle dei cittadini viene destinato non a investimenti, ma, per il 90%, a coprire la spesa corrente, cioè gli stipendi». Altra criticità: per otto importanti opere pubbliche sono state avanzate da parte delle ditte appaltatrici richieste per un ammontare di oltre 74 milioni di euro. «Se dovessero risultare fondate - conclude Gambini - la Provincia si troverà con ulteriori debiti».
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