Il Tirreno

Pisa

Sistemare le strade costa 5 milioni di euro all’anno

di Francesco Loi
Sistemare le strade costa 5 milioni di euro all’anno

Sono tante le segnalazioni di degrado che arrivano dai cittadini. Pisamo: 1.465 le manutenzioni nel 2012 con tempo medio di intervento di un giorno e mezzo

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PISA. Buche e strade. Un problema da 5 milioni di euro all’anno. Tanto servirebbe per “tappare”, è il caso di dirlo, l’intera questione. L’amministrazione comunale nel 2012 ha stanziato un milione e mezzo di euro, una somma più elevata rispetto al passato. Ma è una cifra che non basta. Da parte dei cittadini le segnalazioni di buche sono frequenti: un caso che spicca è quello degli avallamenti sul lungarno Mediceo appena rifatto. Il Comune si rivarrà sulla ditta, certo che c’è sempre qualcosa che non torna. Quando si parla della mole dei lavori e dei soldi che servono di conseguenza, si deve considerare che alle manutenzioni ordinarie (la buchetta che si apre per il maltempo) si devono aggiungere quelle straordinarie (le strade come via Pietrasantina che devono essere rifatte del tutto). Ma perché tante buche in città? E perché, a volte, si asfaltano strade messe in condizioni migliori di altre? E quanti soldi il Comune dedica alle strade? Diverse le domande sull’argomento che giriamo al coordinatore dell’area sviluppo del territorio del Comune, l’ingegner Antonio Grasso, e all’amministratore unico della Pisamo, ingegner Alessandro Fiorindi.

Il vero carico. La premessa è univoca: Pisa ha sì 90mila abitanti, ma è e deve essere considerata una realtà metropolitana. Per questo i veri “consumatori” del suolo sono 160mila ogni giorno. La città dunque, strade comprese, deve sopportare una pressione superiore. Si pensi che sono circa 80mila le auto che entrano quotidianamente. Un flusso attenuato in parte dai parcheggi scambiatori e dalla Ztl. Però le strade più centrali, alcune delle quali in pietra, faticano a reggere il passaggio non solo delle auto, ma anche dei taxi e soprattutto dei pesanti (troppo?) bus pubblici. La prima considerazione che arriva da Palazzo Gambacorti è che «le strade di Pisa si consumano più di quanto le sole tasse dei residenti possano rimediare». L’introduzione della tassa di soggiorno, ad esempio, è pensata proprio per distribuire i costi anche sugli altri. I “consumatori” che vengono da fuori.

Manutenzione ordinaria. La manutenzione ordinaria dei piani viabili a Pisa è affidata alla società Pisamo in base al contratto di servizio del 28 aprile 2011 con relativo capitolato. «Gli interventi ordinari - spiegano - sono realizzati tappando, sia a caldo che a freddo, le buche». Gli interventi a freddo sono quelli necessari per rispondere alle segnalazioni dei cittadini considerate urgenti. Gli interventi a caldo invece devono essere necessariamente programmati per evitare il raffreddamento dell’asfalto: una questione tecnica. L’altra soluzione che viene adottata è l’utilizzo, dove possibile, della macchina “tappa buche”. Nel 2012 gli interventi di manutenzione ordinaria sono stati 1.465 con un tempo medio di chiusura della buca (dal momento della individuazione o della segnalazione) di 1,56 giorni.

Incidenti in calo. L’aumento degli interventi (anche se ce ne vorrebbe di più) è tra le ragioni principali del calo degli incidenti stradali, sottolineano dal Comune. Ma cosa dicono i numeri sotto questo profilo? Che i sinistri denunciati dal 2009 al 2012 sono diminuiti di quasi il 40%: erano stati 379 nel 2009, sono stati 237 lo scorso anno. Nel 2012 per le manutenzioni sono stati spesi 1,1 milioni di euro. Tre le strade interessate da questo tipo di lavori via Battisti, via Roma, viale Bonaini, piazza Guerrazzi, via Garibaldi, via Crispi, via Corridoni, piazza Giusti, via Bianchi, via Fermi, via Montanelli, la zona della Prefettura.

Le manomissioni. Non si parla tanto di colpe in questo caso, ma comunque di dati di fatto. La Pisamo, tra i suoi compiti, ha anche quello di verificare le manomissioni dei piani viabili da parte delle aziende erogatrici di servizi (Acque, Enel, Toscana Energia, Telecom). I cantieri stradali che aprono e chiudono per i lavori del loro settore sono spesso la causa principale degli ammaloramenti. Nel 2012 le manomissioni ed i conseguenti ripristini sono arrivati al 70%. Il restante 30 non ripristinato, dicono dalla Pisamo, dipende in gran parte dal maltempo. La novità è che da quest’anno è direttamente Pisamo ad eseguire i ripristini; a pagare però sono le aziende.

Manutenzione straordinaria. La manutenzione straordinaria delle strade è quella che richiede una certa disponibilità di spesa prima ancora che la tempestività di intervento. E non sempre i soldi ci sono: ad esempio, il mancato accordo con la Curia nella vicenda della Mattonaia ha impedito di vendere l’immobile facendo svanire la cifra (1,3 milioni di euro) che era prevista per il rifacimento completo di via Pietrasantina, una strada che da anni attende di essere sistemata. Dove trovare allora i soldi? Il sindaco Marco Filippeschi nel suo programma elettorale ha inserito un capitolo dal titolo “Piano strade”. Spiega: «Ci sono in città alcuni casi più delicati di altri: oltre a via Pietrasantina, mi riferisco a via Rindi, dove i pini spaccano la strada, al lato Ingegneria di via Bonanno e al lungarno Pacinotti». L’impegno di Filippeschi, in caso di rielezione, è «rifare tutta via Pietrasantina e magari anche sistemare uno dei due lotti dei lavori previsti in via Rindi entro il 2014». Questo significa, in pratica, svincolare l’intervento in via Pietrasantina, la strada percorsa ogni anno dalle migliaia di bus turistici diretti a Piazza del Miracoli, dalla vendita della Mattonaia stanziando risorse autonome.

I soldi. Nel bilancio di previsione per le manutenzioni è scritta la cifra di un milione di euro. «Nel 2009 - dicono dal Comune - erano stati stanziati 250mila euro, nel 2010 700mila, nel 2011 un milione e 350mila, nel 2012 un milione e mezzo». Ma quale sarebbe la condizione ideale? «Poter disporre di un milione di euro all’anno per le manutenzioni ordinarie è già una soluzione efficace, mentre per le manutenzioni straordinarie (piani viabili, ma anche marciapiedi, caditoie, griglie, segnaletica) ci vorrebbero 5 milioni all’anno». Una bella somma. «Dovremo verificare - dice Filippeschi nell’ambito del “Piano strade” - una possibile intesa con la Cassa depositi e prestiti per migliorare le capacità d’investimento».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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